COSTELLAZIONI a COLORI: Scudo, Ofiuco e Serpente

“Il cielo stellato bello ci pare, ed è non già per la situazione, che tra loro hanno i corpi celesti, ma in quanto che il lucido brillar delle stelle su quel colore azurro, che loro serve come di fondo per far risaltare maggiormanete il loro splendore, cagiona nell’animo nostro un grato piacere […]. Lo stesso avviene ne’ prati fioriti, i quali non per la disposizione cofusa, ma per lo verde delle erbe, e per lo colore vario de’ fiori, che nell’aperto aere campeggia, rallegrano l’occhio, e lo spirito de’ riguardanti. E la verità di tali cose si può conoscere da questo, che se, lasciata la vivacità de’ colori, si rappresenteranno su di una tavola o quelle irregolari piante, o il Cielo stellato, o un prato fiorito, no più ecciteranno in noi alcuna piacevole impressone di bellezza.”

Ermenegildo Pini – Dell’architettura, dialogi, 1770.

Nella tradizione mitologica questo spicchio di cielo rappresentava il serpentario Ascelpio intento a contenere con le sue mani le spire di un lungo Serpente, non affatto contento della presa dell’uomo. Nella sintesi della lotta tra salute e la malattia, che essi rappresentavano, quello che ne viene fuori è una sovrapposizione di costellazioni in cui, quella del rettile, viene letteralmente tagliata in due parti dalla presenza del Serpentario, formando così la Testa del serpente ad Ovest e la coda del Serpente ad Est: unico esempio in tutta la volta celeste.

A destra: il Collo e la Testa del Serpente con la gialla Unukalhay

Ma cosa avrebbero narrato questi puntini se fosse stato visibile ad occhio nudo il loro colore? Ascelpio sarebbe apparso sicuramente come il più regale dei medici e la leggenda che lo vedeva conoscitore del segreto della risurrezione, per la sua preziosità, sarebbe sembrata ancora più probabile! E che dire invece del velenoso Serpente? Tutte queste sfumature cromatiche, sarebbero state decisamente un chiaro avvertimento della sua pericolosità, colori forse anche troppo belli per essere simbolo di malattia e di morte!

I giganti colorati di queste due costellazioni sono soprattutto 6: tre azzurri, Rasalhague, Sabik e Xi serpentis;

Le azzurre Xi serpentis e Sabik

e tre giallini, Unukalhay, kappa Ophiuchi e Yed Prior. Tra le gialle, quest’ultima appare anche quella più intensamente colorata, come dimostra ancora più chiaramente il contrasto con la pallida compagna Yed Posterior!

La coppia delle Yed – a destra Unukalhay

Tra le stelle ranciate, quella dalle sfumature più intense brilla nella testa del serpente!

La ramata kappa serpentis

Molte disegnano quasi totalmente lo Scudo …

Lo Scudo a sinistra e le gialle eta ser e nu oph

ma tra tutte, Cebalrai è quella più luminosa. Come dimostra l’origine del suo nome, nella mitologia araba rappresentava un cane pastore, che assieme al suo padrone, Rasalhague, guidava una lunga mandria di stelle che oggi appartengono ad altre costellazioni!

La luminosa Rasalhague, Cebalrai, kappa Ophiuchi e Mel186

Tuttavia, un debole gregge di astri , lo troviamo immediatamente alla sua sinistra: è l’ammasso stellare Mel186, visibile già ad occhio nudo sotto cieli molto bui, in cui tra le varie stelline azzurre, c’è una delle più belle stelle doppie colorate della volta celeste: 70 ophiuchi, con sfumature bianche e rosate.

70 ophiuchi in Mel 186

Famosa stella doppia del Serpente invece è Alya, una stella visibile ad occhio nudo ma che al telescopio si rivela come una coppia di astri azzurri!

Alya

Le deboli stelline che si trovano a Sud, azzurre ed aranciate, mostrano sfumature verdognole dovute allo spesso strato di atmosfera terrestre che la loro luce deve attraversare per giungere fino all’occhio dell’osservatore.

l’azzurra theta ophiuchi

Non lasciamoci dunque ingannare, perché l’occhio umano non riesce a percepire il colore verde nelle stelle!

Immagini scattate a stelle messe FUORI FUOCO
con uno smartphone all’oculare di un dobson da 18″
e a 285 ingrandimenti.

Qui la pagina dedicata alle Costellazioni a colori.

Cieli colorati!!!

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