ANNIBALE DE GASPARIS e la scoperta degli ASTEROIDI dalla città di NAPOLI!

Ricorre quest’anno il bicentenario della nascita
di Annibale de Gasparis, matematico abruzzese,
direttore della Specola napoletana ed infine
senatore del Regno d’talia che tra il 1849 e il 1865,
attraverso il Gran Telescopio del Reichembach
ancora conservato presso il Museo degli Strumenti Astronomici,
scoprì proprio dall’Osservatorio Astronomico di Napoli,
10 nuovi asteroidi: Hygiea, Parthenope, Egeria, Irene,
Eunomia, Psyche, Massalia, Themis, Ausonia e Beatrix
!


Scoperte che oltre a vari riconoscimenti nazionali ed internazionali,
come la medaglia d’oro della Royal Astronomical Society
e il Premio Lalande assegnato dall’Academie de Sciences de Paris,
gli riuscirono di legare indissolubilmente
la sua città adottiva al cielo stellato:
da allora infatti, accanto ai Pianeti Medicei,
esistono 10 pianeti scoperti proprio da Napoli,
ed uno di essi porta proprio il nome che la mitologia
associa alla storia della sua fondazione: Parthenope!

Dopo la scoperta di Cerere fatta a Parermo nel 1801,
in 48 anni furono solamente 8 gli asteroidi scoperti.
E solo grazie al de Gasparis, quella che poi sarà l’Italia,
ritornò ad essere patria di scoperte astronomiche del genere.
Egli ci riuscì in modo così mirabile, che 8 dei suoi 10 pianeti,
furono scoperti nell’arco di soli 4 anni;
e cosa ancor più sorprendente, 6 di essi,
furono rinvenuti quasi tutti consecutivamente,
tra il 1849 e il 1853!

Non era di certo l’unico che dava la caccia ai nuovi pianeti!
Eppure come lui, solo Russel Hind in Inghilterra
arrivò a scoprire un numero tale di asteroidi, 11 in totale,
compiendo l’impresa anche in meno anni di lui
e con momenti davvero memorabili, come nel 1852,
quando riuscì a scoprirne 4 in un solo anno!

La caccia ai nuovi pianeti era portata avanti
così bene dai questi due osservatori del cielo
che l’asteroide Irene fu scoperto dal de Gasparis
indipendentemente solamente 4 giorni dopo Hind;
e l’asteroide Psyche, viceversa, fu scoperto dal de Gasparis
solamente il giorno prima che Hind s’accorgesse della sua presenza!

Quando qualcuno cominciò ad emulare il loro lavoro,
anche altri due asteroidi, Massalia e Themis,
alcuni anni dopo, furono rinvenuti a Marsiglia
dal francese Chacornac, rispettivamente
due mesi dopo e 10 giorni dopo le scoperte del de Gasparis!

Le continue novità astronomiche di quegli anni
accompagnate dalle rispettive premiazioni
che venivano da quel giorno, raccontate
di volta in volta sui quotidiani di tutto il mondo,
lo fecero diventare così popolare
che oltre ad essere cantato
nei versi di molti poeti suoi contemporanei

[…] E nuovi mondi scopri, in questa e in quella
Parte spiando il Ciel con lungo amore.[…]

Giambattista De-Santis, sonetto.

facero del de-Gasparis-scopritore-di-asteroidi
un’immagine addirittura popolarmente “stereotipata”,
come si evince ad esempio dalla rivista umoristica
e tutta napoletana, “Il Palazzo di Cristallo,
Esposizione Serale di scienze, lettere e arti
“,
pubblicata negli anni immediatamente
successivi alle grandi scoperte astronomiche
dove lo troviamo ripetutamente menzionato!

All’interno di quello che potremo definire un elogio
alla Zeppola napoletana, leggiamo ad esempio:

“Bionda era e bella e di gentile aspetto.
Chi? […] O zeppola, tu sei il nunzio della pastiera,
l’aurora del casatello, la sentinella avanzata dei dolci di Pasqua.
[…] Tu hai le corna come la Luna e come l’amante della Luna
che finì, come sapete, in cervo […].
Tu sei, o zeppola, una scoverta patria come la bussola,
la camera oscura, la Cerere e i sette pianeti di de Gasperis
”.

Il Palazzo di Cristallo,
23 Febbraio 1856, Anno I, n. 71

O come quella volta in cui si attendeva
con non poca preoccupazione popolare,
la riapparizione dell’impressionante cometa del 1264 e del 1556:

“Quest’affare della cometa è un affare di poco rilievo
in confronto della gran novità che ci annunzia Le Verrier.
Indovinate che cosa ci ha detto questo astronomo
che intuisce i nuovi pianeti dall’osservatorio del suo tavolino?
Egli ha annunziato che pel 1866 saranno scoverti
cento pianeti tra Marte e Giove. A tale annunzio
già de Gasperis è corso a Capodimonte per scoprire
una cinquantina di questi cento
: Encke a Berlino e
Chacornac a Parigi non sappiamo se arriveranno a tempo
per coprire gli altri cinquanta.
Quando de Gasperis inalbera il terribile cannocchiale
il firmamento trema e i pianeti si presentano essi stessi
innanzi alle sue lenti
[…]”.

Il Palazzo di Cristallo,
Mercoledì 21 Maggio 1856, Anno I, n. 139

… o ancora riguardo a quella volta che a Napoli
ci furono ripetuti giorni di nebbia fitta:

“Stiamo sul Sebeto o sul Tamigi? Questa interpellazione
ci facciamo tutti da qualche giorno uscendo
da’nostri lari domestici. Per adesso la nebbia dura
sino a quasi mezzogiorno, cosicché non fa giorno a giorno
ma a mezzogiorno. Cominceremo per non distinguere più
per le vie certe facce antipatiche di concordia
che il sole soleva illuminare costantemente […].
Quanto al cielo, i pianeti staranno tranquilli
e non avranno paura di essere denunziati
dal terribile cannocchiale di de Gasperis
[…].

Il Palazzo di Cristallo,
Lunedì 13 ottobre 1856, Anno I, n. 238

Panorama dall’Osservatorio Astronomico di Napoli

Ed allora, contagiati anche noi dall’entusiasmo di quei giorni,
a 170 anni esatti dalla prima scoperta,
ho l’onore di riportare alla memoria
in un modo del tutto speciale,
quell’appassionante caccia agli asteroidi
consumatasi sotto i cieli di Napoli,
ripresentando qui, di volta in volta
rispettando la data di pubblicazione dell’epoca,
i vari articoli pubblicati in quei quattro anni
sul Giornale Costituzionale del Regno delle Due Sicilie.

Così da rivivere quei momenti dal punto di vista di chi,
passeggiando per le strade della capitale borbonica
e fermatosi ad acquistare il solito quotidiano locale,
una volta apprese le notizie delle scoperte astronomiche
fatte da Annibale de Gasparis in pochissimi anni,
sarebbe arrivato a ripetere le parole che Giuseppe Bianchi
l’allora Direttore della Specola di Modena,
fece al momento della quarta scoperta asteroidale:
“per opera sua, il cielo di Napoli
direbbesi quasi il prediletto giardino delle asterroidi!
E invero queste, Dee o Ninfe che sieno denominate,
non sono di cattivo gusto nella scelta
di lor più frequente convegno e diporto sulla nostra Terra”.

Giuseppe Bianchi, in Confronto dell’annua pioggia
in Roma e in Perugia con quella caduta in Modena ,
4 giugno 1851, Modena.

La maggior parte di questi articoli,
racconta fatti ricostruibili anche da altre fonti
facilmente reperibili in rete; pochi altri invece,
oltre ad essere la fonte più antica di ciò che raccontano,
sono documenti unici
e dal contenuto del tutto esclusivo!

Proprio come quello pubblicato il 7 maggio del 1849
il primo che leggeremo, e nel quale si annunciava
la scoperta del primo pianeta napoletano!

Buon divertimento!

7 maggio 1849: annuncio della scoperta del primo asteroide

5 luglio 1849: i dati dell’orbita del nuovo pianeta Igea Borbonica

Cieli colorati!!!