COSTELLAZIONI a COLORI: Cassiopea e Cefeo

Ed eccoci giunti alla corte del re e della regina d’Etiopia! Come due veri sovrani essi appaiono interamente ricoperti di gioielli e pietre preziose colorate, bianche, azzurre, gialle, ranciate e rosse! Il mantello del re sembra rifinito con piccole pepite ramate; mentre la regina sembra aver preferito quelle di colore azzurro! La loro bellezza sembra davvero adatta ad un trono celeste.

In effetti in questo piccolo angolo della volta celeste, troviamo gli esempi stellari di quasi tutte le classi spettrali più note: B, A, F, G, K, M! Manca solo una rappresentante della classe O, formata dalle rarissime giganti blu; troviamo però la meno nota classe C, rappresentata della rossissima S cephei, astro visibile solo con telescopi, ma qui inserito per meglio apprezzare le sfumature di tutti gli altri astri, essendo sicuramente la stella più rossa del cielo boreale!

Il suo colore è davvero impareggiabile! Anche accanto all’arancionissima del cielo – Erakis, o Stella Granata di Herschel – che è impossibile da non notare! Le sue sfumature pur non essendo visibili ad occhio nudo, insieme a quelle di 19 pesci e quelle di 119 tauri, la portano ad essere una delle stelle più “rosse” della volta celeste tra tutti gli astri visibili già ad occhio nudo!

Alderamin, Erakis, zeta e delta cephei

Eccezionale l’intensità del suo colore! Ancora di più se confrontato con il bianco di Alderamin, il giallo intenso di zeta cephei o, per rimanere in zona, con i colori di delta cephei, che al telescopio si rivela una coppia di stelle rispettivamente dalle sfumature gialline e azzurrine!

L’azzurro più luminoso e intenso lo ritroviamo in Alfirk e nella più debole kappa cephei, entrambe non lontane dalla giallina Errai e dal nostro piccolo papavero celeste!

Alfirk, Errai ed S cephei

La regina Cassiopea sembra a confronto del re decisamente più sobria! Solo Shedir appare gialla; e a parte due astri azzurri un po’ più luminosi – Segin ai piedi e Foo Loo in alto – è ricca di astri bianchi e biancastri: Caph, Achird, Tsih e Ruckbah, da destra a sinistra!

I cinque astri che disegnano la caratteristica forma a W o ad M, in un’antica tradizione araba rappresentavano le dita della mano destra di Thuraya, la personificazione delle Pleiadi; una mano immaginata simpaticamente COLORATA come ancora oggi ricorda il nome della sua prima stella: Caph dall’arabo «al-kaf al-khadib» «mano tinta di Henna»! Chissà quali altri dettagli sarebbero sorti attorno a questa storia se le sfumature di questi astri fossero state visibili ad occhio nudo!

Screenshot al cellulare – Cassiopea e Cefeo

Tutto questo biancore cela un piccolo gioiello: Achird, accanto alla gialla Shedir, attraverso un telescopio, si rivela infatti come una stella doppia colorata, in cui la luminosa stella bianca è accompagnata da una stella molto più debole ma dal colore decisamente rossastro. Un rosso tuttavia così opaco da ricordare sfumature rosate.

La doppia Achird

Immagini scattate a stelle messe FUORI FUOCO
con uno smartphone all’oculare di un dobson da 18″
e a 285 ingrandimenti.

Qui la pagina dedicata alle Costellazioni a colori.

Cieli colorati!!!

4 commenti su “COSTELLAZIONI a COLORI: Cassiopea e Cefeo”

  1. Le foto sono da appendere alla parte, veramente belle. Una domanda però: come mai in tutte le stelle c’è un “buco nero” al centro? Da cosa è dipeso?

    1. Ciao Nicola. Ogni cerchietto colorato è praticamente l’obiettivo del telescopio: quando un’immagine è a fuoco tutta la luce che l’obiettivo raccoglie è concentrata in un punto e vediamo solo un punto; ma quando non è a fuoco vediamo la forma dell’obiettivo. Siccome utilizzo un telescopio newtoniano, l’obiettivo è parzialmente coperto dal secondario che non permette alla luce degli astri di riflettersi sulla parte centrale dello specchio, per cui viene fuori quella che si definisce ostruzione. Se mettessi le stelle meno fuori fuoco, l’ostruzione non sarebbe visibile, ma i loro contorni apparirebbero meno circolari ed armonici, a scapito quindi del risultato finale. Almeno secondo il mio parere.

      1. Cavoli, è un peccato però, perché questo tipo di foto è molto particolare…non l’ho mai visto in giro. Ma usando un telescopio rifrattore o un cassegrain verrebbe fuori lo stesso problema?

        1. Per quanto ne so l’ostruzione è pari a zero solo nei rifrattori. Solo che trovarne uno in giro capace di raccogliere tanta luce quanto un riflettore da 18″ non è semplice hehe. Io comunque non lo considero un “limite”. I vari dichetti non assomiglieranno a coriandoli perfetti, ma visto che sono più che altro immagini artistiche, con l’ostruzione, i dischi di diffrazione e gli spike possono essere paragonati a gioielli etnici e chissà a quanto altro hehe! Comunque puoi scrivermi pure in privato su messenger o via mail.

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