5 luglio 1849: i dati dell’orbita del Nuovo Pianeta Igea Borbonica!

A circa tre mesi dall’avvenuta scoperta,
ecco finalmente apparire, apparentemente in ritardo,
il nome del primo pianeta scoperto da Napoli!

Ancora una volta sarà lo scopritore stesso,
Annibale de Gasparis, a scrivere direttamente
al Direttore del Giornale la lettera per la pubblizione!

Ciò che leggiamo quindi è un suo documento
che conosciamo solamente grazie a tale fonte:
gli articoli successivi, infatti
saranno tutti firmati Leopoldo del Re,
Direttore interino della Specola di Napoli,
che sostuirà Ernesto Capocci dopo la sua adesione
ai movimenti liberali contro i Borboni.

Ecco le parole tratte direttamente dal Giornale:

Ci affrettiamo a pubblicare il seguente articolo
comunicatoci dal sig. Annibale de Gasparis
astronomo nella Reale Specola di Capodimonte.

A compiere le notizie delle quali finora il pubblico
è stato ragguagliato sulla scoperta
del nuovo pianeta Igea Borbonica, m’incumbe l’obbligo
di presentare gli elementi della sua orbita,
i dati cioè che nel nostro sistema solare lo fanno distinguere
da tutti gli altri pianeti, e che verranno a fissarne
la posizione nel cielo ad una qualunque epoca

negli anni avvenire. Gli elementi che qui presento
sono meglio corretti di quelli che ho comunicati
alla Reale Accademia delle Scienze nella sua seduta
de’ 12 dello scorso giugno. Eccoli.

Quindi si vede che l’orbita di questo pianeta
è rimarchevole per la piccolezza dell’inclinazione,
e per il semiasse che comparativamente agli altri asteroidi
ha un valore più considerevole.
Dalle nostre prime osservazioni di Aprile, Brorsen,
astronomo in Altona abbozzò un’orbita circolare.
Credé trovare un’analogia col pianeta visto dall’Astronomo
Niccolò Cacciatore nel 1835 e dal medesimo
perduto dopo due sole osservazioni.

Certamente poca fiducia poteva ispirare
un’orbita foggiata sopra le due osservazioni vicinissime
del 14 e 17 aprile scelte dal Brorsen,
e con un’ipotesi che non è quella della natura.
Infatti rimontando al 1835 cogli elementi da me trovati,
non che con quelli comunicati da Santini, e da Valz,
si trova che i due astri
avevano delle elongazioni differenti tra loro
di circa un terzo di circonferenza.
Son sicuro che il sign. Brorsen
sia pervenuto ai medesimi nostri risultati
quando avrà potuto disporre
del numero conveniente di osservazioni.
Ad ogni modo la grande distanza che i due pianeti
serbavano tra loro in quell’epoca,
toglie ogni sospetto di possibiile identità.
E’ da avvertire che ove
tale coincidenza si fosse verificata,
avremmo visto ripetersi, ma sopra più difficile scala,
il fatto dell’Herschel che scoprì il pianeta Urano,
già osservato da Tobia Mayer molti anni prima.

Ho detto sopra più difficile scala, perché
Urano ha l’apparenza di una stella di 6 grandezza
mentre Igea Borbonica somiglia una stellina, di 9 in 10.
Da ciò che precede si rileva che il novello astro
si osservi in Germania, e dai Comptes Rendus,
e da una lettera del Cap. Smyth
si deduce che si osserva in Francia, ed in Inglilterra.
Intanto per poco altro tempo sarà possibile seguirlo
in questa prima apparizione stanteché si allontana
semprepiù dalla terra, e s’avvicina al crepuscolo solare.

Ecco le ultime posizioni esatte
e raccolte nel nostro Osservatorio.


Compio questo articolo col far noto che il nome Igea
è stato imposto al nuovo pianeta
dal nostro Direttore Cavalier Ernesto Capocci.

Io stesso l’ho pregato a far ciò onde dargli
un pubblico attestato di gratitudine
per le generose e paterne cure colle quali
m’ha incoraggiato e sostenuto nella mia carriera.
Ed è stato da mia parte grato e doveroso
l’aggiungervi l’epiteto Borbonica
, tributando
un omaggio al generoso Principe
,
felicemente regnante, per essersi, sotto la sua Dinastia
arricchito il nostro Osservatorio di svariate e prezione
macchine adatte a sì delicate ricerche.

Napoli 2 luglio 1849
Annibale de Gasparis
Astron. nella R. Specola di Capodimonte

Quella che abbiamo letto, in effetti,
è solamente la comunicazione pubblica
del nome dato al Nuovo Pianeta,
perché in realtà, dal Capocci,
era già stato proposto almeno due mesi prima!

Nell’Archivio Storico di Napoli
è infatti ancora conservata
la nota ufficiale del de Gasparis a lui indirizzata
– in parte anche citata nell’articolo –
in cui, tra le varie cose, scrive:

“Ella ha creduto chiamare Igea il novello astro,
ed in questa occasione io sento il bisogno
di tributare un omaggio
alla Dinastia felicemente regnante,
aggiugnendoci l’altro nome Borbonica […]
Faccia ella nota, Sigr Direttore,
questo mio proponimento all’Eccmo Ministro
Cavr Bozzelli onde ne ottenga
da sua Maestà il Re Ferdinando II° (M. S.)
il desiderato Regio assenso”.

È datata 8 maggio 1849, quindi
il nome era stato proposto già da un pezzo!
Capocci farà la richiesta e allegherà ad essa tale nota,
aggiungendovi la proposta, poi accettata,
di offrire al de Gasparis un premio mensile di 30 ducati,
come ricompensa per la nuova scoperta,
proprio come era già avvenuto con Piazzi!

Avuta l’approvazione, la comunicazione
del nome Igea Borbonica, simboleggiato
da un serpente sormontato da una stella,
fu fatta all’Accademia delle scienze di Napoli il 12 giugno
e negli stessi giorni agli altri astronomi europei:

“Si sa dalla mitologia che Igea è la Dea della sanità,
figlia di Minerva e di Esculapio, onde coll’aver
ritenuto il simbolo paterno, si è voluto far allusione
alla longevità di cui quella Dea si credeva
dispensatrice presso i gentili”.

Annibale de Gasparis,
Relazione alla R. Accademia delle Scienze
sulla scoperta del nuovo pianeta
fatta da Annibale de Gasparis
,
in Rendicondo delle adunanza e de’ lavori
dell’Accademia Napolitana delle scienze,
anno ottavo, Napoli, 1849.

Insomma: era probabilmente già tutto deciso
quando arrivò a Napoli la proposta
del più grande astronomo dell’epoca,
John Herschel, figlio del grande William,
scopritore di Urano e “costruttore dei cieli”!!

Egli suggeriva di chiamare il nuovo pianeta Parthenope,
cioè come la sirena che secondo la mitologia,
era associata alla fondazione della città di Napoli!

Come poter non accontentare un illustre
osservatore del cielo come l’Herschel?
Ed infatti, contento dell’intuizione dell’Astronomo Inglese
Annibale de Gasparis sarà ancora più entusiasta
nel continuare la sua ricerca di nuovi pianeti
così da poter finalmente realizzare,
come da lui suggerito, una Parthenope nel cielo!

Cieli colorati!!


Un commento su “5 luglio 1849: i dati dell’orbita del Nuovo Pianeta Igea Borbonica!”

  1. Che bello questo tuffo nel passato! Mi ha fatto sentire insieme ai grandi scienziati ( Herschel ) nonché altri ( il principe regnante, Capocci, ecc. ) e reso partecipe di eventi di vita scientifica ( penso ai trenta ducati! ). Grazio caro.
    Un caro saluto. Luigi

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