COSTELLAZIONI a COLORI: Boote e Corona Boreale

E chi ha mai solo immaginato l’esistenza di un Pastore così bello! Non è un caso che sia stato posto nel cielo! A saperlo le grandi religioni del mondo lo avrebbero sicuramente preso come esempio per parlare di Dio.

Il suo astro più luminoso è il più brillante di tutto il cielo boreale e le sue sfumature ranciate, anche se più opache di quelle visibili in Betelgeuse e Antares, sono già percepibili ad occhio nudo.

A causa della rotazione terrestre sembra da sempre “accompagnare” i sette astri del Grande Carro, che come sette buoi sembrano arare in tondo la volta celeste. Per questo motivo a seconda che accompagni un’Orsa polare o un branco di buoi, una volta ereditato il nome di Arturo, dal greco Guardiano dell’Orsa e Guardiano del Nord, per traslazione non poteva che portare alla nascita della costellazione del Boote, il “Pastore” di Buoi.

Le sfumature delle stelle più luminose che per tradizione disegnano questa costellazione, sono quasi tutte simili a quelle visibili in Arturo, tanto da poter affermare che se questi colori fossero stati visibili ad occhio nudo, probabilmente il Guardiano di buoi avrebbe avuto la stessa forma che ha adesso!

In questa vasta zona del cielo infatti gli astri più luminosi sembrano concentrarsi a chiazze di colori quasi in modo perfetto: un branco di buoi AZZURRI tutti da una parte, ed il loro GIALLO guardiano tutto dall’altra!

La sua arma, quell’unica lancia disegnata dalla stella Muphrid, sembra luccicare di bianco molto realistico; e il suo braccio sinistro che arriva a sfiorare la coda del Carro, è tutto azzurro come le stelle di quell’angolo celeste; diversamente dalla sua cintura contrassegnata dalla giallina Izar, che alla luce dei colori degli astri più deboli, sembra invece tutta decorata e variopinta.

Ad altissimi ingrandimenti Izar si rivela una bella doppia colorata, formata da una luminosa stella di colore giallino e da una meno luminosa di colore azzurrino. La loro visione telescopica ricordava agli occhi di William Herschel quella di un pianeta attorno alla sua stella, tanto che ancora oggi la coppia eredita il nome di Pulcherrima – forma latina di Bellissima – proprio come egli la definì in virtù delle sue sfumature cromatiche.

Anche la più debole Xi Bootis ad alti ingrandimenti si rivela una doppia colorata: questa volta la compagna nascosta mostra però sfumature decisamente rossastre!

dobson 18″- x475

Un rosso davvero diverso da quello visibile in V Coronae Borealis, la ramatissima stella al carbonio che si trova al confine tra la costellazione del Boote, dell’Ercole e della Corona Boreale! Tutte queste deboli ma coloratissime stelle, assieme a molte altre brillano già da tempo tra i rami dell’Albero delle Stelle!

Corona Boreale

Alla luce di questi colori appare decisamente azzaccato leggere in questo arco stellare un prezioso diadema! Esso sembra decisamente ricco di zaffiri, svelando finalmente la natura di Gemma, la stella più luminosa che la disegna!

Quello che per i greci rappresentava la Corona di Arianna, per gli arabi assomigliava più semplice ad piatto rotto, tanto che pure i disordinati astri visibili accanto, sembrano ricordarne il resto dei cocci.

Riportando ogni pezzo al posto giusto, appare chiaro che quella mitologica scodella dovesse essere per metà azzurra e per metà di un giallino pallido!

Immagini scattate a stelle messe FUORI FUOCO
con smartphone all’oculare di un dobson da 18″
e a 285 ingrandimenti.

Qui la pagina dedicata alle Costellazioni a colori.

Cieli colorati!!!

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