I Colori delle stelle dell’ORSA MAGGIORE, dei CANI da CACCIA, della LINCE e del LEONE MINORE

Sarebbe stata ancora un’Orsa quella riconosciuta in questi astri se le loro sfumature colorate fossero state visibili ad occhio nudo? Quale altro personaggio avrebbero potuto personaficare questi colori associati a queste forme?

In effetti nel suo girovagare attorno al Nord sarebbe stato davvero difficile riconoscere in questo asterismo un altro animale, capace come un’orsa e con la stessa imponenza a venir fuori, anno dopo anno, dal lungo letargo sotto l’orizzonte, così da scandire, con la sua vita, il ciclo delle stagioni!

Il Grande Carro che ARA il cielo fin dall’inizio dei tempi, si è così impregnato di terra-celeste da averne assorbito il colore azzurro!

Nella tradizione araba rappresentava il Carretto Funebre di Nash, appena venuto fuori dall’Altare di Nash, l’Arco di stelle posto dall’altra parte del Manico, capitanato dalla stella che eredita il nome di Alkaid Benetnash, la prima delle ( tre ) figlie di Nash, appunto.

Per la tradizione araba l Grande Carro rappresentava il Carro Funebre di Nash

Assieme alle coppie di astri colorati posti più a Sud, disegnano quella che per i Greci è l’Orsa Maggiore, che essendo posta a Nord, è spesso immaginata come una BIANCA Orsa polare!

Queste sfumature azzurre, gialline e ramate così lontane dal biancore degli artici, avrebbero reso questo grande animale ancora più epico ed impareggiabile!

Chissà quale circostanza mitologica avrebbe portato il suo corpo quasi completamente azzurro a sporcarsi le zampe di giallo oro!

Mizar A e Mizar B

Forse questi colori sarebbero stati ciò che rimaneva della bellezza gentile e seducente di Callisto, da Diana tramutata in un’orsa a causa dei capricci di Zeus; e le sue zampe colorate avrebbero potuto rappresentare le tracce di quel miele per il quale, da allora, gli orsi, sarebbero divenuti ghiotti!

É proprio nella zampa centrale infatti che ritroviamo le sfumature arancioni più luminose della costellazione, quelle visibili in Tania Australis, che assieme a quelle azzurrine di Tania Borealis e quelle gialline di Al Haud, tingono l’intero asterismo di sfumature colorate differenti e visibili già attraverso un semplice binocolo!

La zampa colorata dell’Orsa Maggiore

Allargando lo sguardo anche agli astri non visibili ad occhio nudo, la stella “più rossa” della costellazione diventa invece la più debole VY Ursa Major, qui aggiunta per le sue forti sfumature ramate e con le quali la famosa costellazione riesce a rappresentare quasi completamente le classi spettrali più note.

Ad un’Orsa così bella, solo una coppia di levrieri altrettanto colorati potevano dargli la caccia! Secondo qualche commentatore sono tanuti al guinzaglio da Boote, il Pastore di buoi, e tutte le notti, da secoli e secoli, come suggerito dalla rotazione della volta celeste, rincorrono l’Orsa nella sua eterna fuga attorno al perno fissato nel cielo.

Cor Caroli e La Superba al centro

Un bellissimo pendaglio è appeso al loro collare: la stellina che per le sue ramatissime sfumature fu definita da Angelo Secchi La Superba.

Il Lene Minore e la Lince

Solo nella volta celeste un cucciolo di Leone poteva trovarsi tra le possenti zampe di una colorata Orsa Polare! Fu posto lì da Hevelius nel XVII perché feroce come gli altri animali presenti i questo spicchio di cielo: un’Orsa, i Cani da Caccia ed il vero Leone, che da quel giorno ottiene un compagno Minore proprio come quello che l’Orsa Maggiore aveva ereditato dalla tradizione.

Fu sempre Hevelius a disegnare nel cielo la costellazione della Lince. Voleva infatti sfidare i cacciatori di stelle a riconoscere ad occhio nudo i fiochi astri che la rappresentano. Le delicatissime sfumature TUTTE visibili ora in una sola occhiata la rivelano una carovana di stelle racchiuse tra due astri di colore arancione!

Assieme a Cor Caroli e poche altre stelle, Tolomeo annoverava le luminose 40 e 38 Lyncis all’interno dell’Orsa Maggiore, anche se all’esterno del disegno della costellazione. Esse non solo sembrano riprodurre le stesse sfumature ranciate e azzurre di Tania Borealis e Tania Australis ma a guardarle bene, seppure un po’ più distanti, sembrano imitare abbastanza bene le coppie che disegnano le tre zampe di tale costellazione.

É perciò davvero strano che la tradizione non le abbia immaginate come la zampa perduta dell’Orsa Maggiore! Se questi colori fossero stati visibili ad occhio nudo forse oggi avremmo un’Orsa Maggiore con tutte e 4 le zampe, chissà!

Immagini scattate a stelle messe FUORI FUOCO
con uno smartphone all’oculare di un dobson da 18″
e a 285 ingrandimenti.

Qui la pagina dedicata alle Costellazioni a colori.

Cieli colorati!!


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