Angelo Secchi e la scoperta delle carbon stars!

Da Georgetown Library

Ricorrendo quest’anno
il bicentenario della nascita
del gesuita italiano
Padre Angelo Secchi
da molti considerato padre
dell’astrofisica moderna,
come non ricordare che tra
le sue numerose scoperte
è da annoverare anche quella
delle coloratissime carbon stars!

Erano gi anni ’60 del XIX secolo quando,
dedicandosi allo studio spettroscopico delle stelle,
rimase sorpreso di come i circa 4000 astri luminosi
osservati tutti attraverso l’equatoriale di Merz sito a Roma
potevano essere suddivisi “solamente”
in tre tipi spettrali fondamentali.

Equatoriale Merz -Sala dell’equatoriale Merz (incisione di G. Della Lonca in Triplice omaggio alla Santità di Papa Pio IX nel suo giubilo episcopale, Tipografia della Pace, Roma 1877) – www.disf.org

Le sorprese non erano però finite lì,
perché gli studi delle osservazioni seguenti
lo costrinsero ad introdurre anche un quarto tipo,
da principio ravvisato solamente in un’anonima stella
visibile nella costellazione dell’Auriga,
e conosciuta col nome di Lalande 12561.

Memoria Seconda sugli spettri prismatici
delle stelle fisse – 1868, pag. 8 e 9.

Spettri di assorbimento caratteristici delle stelle del I, II, III e IV tipo (A. Secchi, Le Stelle, Fratelli Dumolard, Milano 1877) – www.disf.otg

Osservandola nel 1867, la descrisse come una
«piccola stella rossa assai viva e fosca come di sangue»;

Catalogo delle stelle di cui
si è determinato lo spettro luminoso
all’osservatorio del Collegio Romano
dal P. A. Secchi

l’anno seguente continuò dicendo che questo
«punto rosso assoluto […] deve essere un po’ variabile,
perché al Capo di buona speranza Herschel
la chiama ranciata, mentre adesso è rossa del tutto».

Memoria Seconda pag. 40

Inizialmente quindi non sospettò
della possibile generalità del tipo spettrale,
perché, come poi dirà, comprendeva «stelle assai piccole
e non superiori alla 6° grandezza».

Memoria Seconda pag. 9

In poco tempo tuttavia l’astronomo italiano
arrivò a contare 17 astri scarlatti
tutti simili nel colore e nello spettro!

I 17 astri del IV tipo di Angelo Secchi. Memoria Seconda pag. 11

Si era infatti accorto, che proprio tali stelle
«avevano offerto fin da principio i tipi degli spettri
più singolari che fossero in cielo», perciò credette
opportuno studiarle di proposito.

Memoria Seconda pag. 8

Cominciò così a cercarle al telescopio una per una;
ma poi preferì dedicarsi direttamente a quelle
contenute nel catalogo di Schjellerup,
quando venne a conoscenza della sua esistenza:

«l’esame assai esteso del cielo che abbiamo fatto
ci rende probabile che pochi oggetti di questa specie
ci sono sfuggiti. Tuttavia noi non presumiamo di averli
osservati tutti».

Memoria Seconda pag. 12

In effetti come lui stesso sottolineò
le attuali ricerche si estendevano solo
«a 25 gradi di declinazione australe poco più.
Nell’altro emisfero la messe è ancora intatta».

Da questi studi riuscì comunque a constatare
quanto gli spettri di tali astri
avessero «più che gli altri analogia coi gas,
e specialmente con quello del carbonio».

Memoria Seconda pag. 9

Parole che segnarono inequivocabilmente
la scoperta delle carbon stars,
oggi conosciute come le stelle
dalle sfumature “più rosse” proprio
a causa della presenza di tale gas
negli strati più esterni della loro atmosfera.

Di queste variabili, Lalande 12561,
oggi classificata come UU Aurigae,
e che fino ad allora era solamente
un’anonima stella nel catalogo di Lalande,
ne è divenuta la capostipite
proprio per la sua intensa colorazione.

I colori di UU Aurigae attraverso uno smartphone

Egli tuttavia, tra le 17 trovate, nella sua
Memoria Seconda sugli spettri prismatici delle stelle fisse
preferì prendere come esemplare del piccolo elenco
la «bella stellina» n.152 del catalogo di Schjellerup,
che per l’intensità della colorazione
combinata all’alta luminosità,
gli piacque definire Superba.

La Superba – scatto con uno smartphone al dobson.

Nome con cui è poi passata alla storia,
quale “superbo” esempio per presentare al mondo
il frutto delle sue lunghe ricerche.

Memoria Seconda pag. 9

Dettaglio delle 17 stelle

Ecco come ne descrive lo spettro:
«Magnifico oggetto di IV tipo e
veramente singolare per la sua vivacità.
E’ composto di tre zone assai vive, e larghe.
Una gialla, l’altra verde, e la terza bleu.
Sono tutte vivaci assai, e sfumate dal lato del rosso.
Il ciglio nelle zone è rinforzato da righe vive all’estremo.
Nel giallo queste righe sono come due bellissimi fili d’oro.
Così pure due righe riforzate sono nel verde e nel bleu,
benché questo non sia tanto vivo.
Vi paiono anche delle strie minori».

Memoria Seconda, pag. 45 e 46

Tavola con 3 spettri stellari, tra cui quello di la Superba (Schjellerup 152 ) e UU Aur (Schjellerup 78); in Le Soleil, Paris, France: Gauthier-Villars, 1870. https://digital.sciencehistory.org/works/v979v309v.

Pare allora un bellissimo modo
nella commemorazione del bicentenario della sua nascita
e 150° anno dalla scoperta delle carbon stars,
osservare al telescopio questi due astri ramati
che proprio a causa delle loro sfumature cromatiche,
hanno portato a questa importante scoperta
sulle stelle più colorate del cielo!

Angelo Secchi e ancora di più Benedetto Sestini
fanno dell’Italia, ed in modo particolare di Roma,
la capitale dei colori stellari!!!

Cieli colorati!!!

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