Luna piena con faro di Miseno

Come ci racconta Virgilio nell’Eneide, il promontorio su cui si erge questo bellissimo faro, prende il nome da Miseno, amico di Enea e figlio di Eolo.

Esso ne costituirebbe il sepolcro stesso, eretto da Enea per onorare l’amico, trovato morto proprio come gli aveva predetto la Sibilla Cumana.

“Miseno è detto, e si dirà mai sempre”

Eneide VI, 230 – 235.

Dopo il ritrovamento del ramo d’oro, attraverso una grotta nascosta nel vicino Lago d’Averno, Enea potrà finalmente entrare negli Inferi e parlare con suo padre Anchise nella zona dei Campi Elisi, dove si concentravano le anime degli eroi e dei saggi.

Col tempo alcune tradizioni platoniche e stoiche sposteranno i Campi Elisi dal mondo sotterraneo fino a quello della Luna.

Singolo scatto con Nikon coolpix p900 ripreso ad oltre 2,5 Km di distanza dal faro.

Il cielo del mese di agosto con EduINAF

✨️ Congiunzioni, Perseidi, il sorgere di Sirio prima dell’alba e ben 2 ECLISSI: i fenomeni astronomici più belli di agosto ve li racconto su Edu INAF, il Magazine di didattica e di divulgazione dell’INAF.

Di che colore saranno Sirio e la Luna eclissata all’alba?

🎶 Per l’occasione i personaggi delle costellazioni ed i nomi delle loro stelle ci aiuteranno a raccontare i miti legati al fenomeno delle eclissi e cominceranno a fare RUMORE per scacciare quelli che …si divertono a mordicchiare il Sole e la Luna.

Speriamo che con la loro Musica, riescano a liberarci anche dalla morsa della …Canicula Sirio.

Qui il link: https://sl1nk.com/uouwdbf

L’Illusione ottica di Galileo

La bellissima danza che Venere e Giove hanno disegnato a giugno ha saputo attirare l’attenzione di tutti, ma solo chi li ha osservati anche al telescopio avrà potuto notare uno stranissimo dettaglio: se ad occhio nudo infatti, Venere sembrava molte volte più GRANDE di Giove, al telescopio invece, il suo diametro apparente si rivelava decisamente più PICCOLO di quello del gigante gassoso!

Chi mente allora: il telescopio o il nostro occhio?

In quelle sere Venere era 5 volte più vicina di Giove, ma essendo 12 volte più piccola, avrebbe dovuto mostrare dimensioni apparenti minori di quelle del gigante gassoso. Il bugiardo allora non era il telescopio, ma il nostro occhio …proprio come aveva scoperto Galileo già 400 anni fa:

ho più volte veduto Giove e Venere insieme […] e Venere pareva bene 8 ed anco 10 volte maggior di Giove, mentre però si riguardavano con l’occhio libero; ma guardati poi co ’l telescopio, il disco di Giove si scorgeva veramente maggior quattro e più volte di quel di Venere

Con l’arrivo del buio, insomma, gli astri sembrano rivestirsi di una capigliatura di raggi luminosi che cominciano a perdere solamente con l’arrivo dell’alba. Una corona notturna così folta che li fa apparire non solo più luminosi, ma anche molto più grandi di quanto non siano in realtà!

È l’”illusione di irraggiamento”, più comunemente nota come l’Illusione ottica di Galileo, perché seppure i meccanismi che la causano siano stati spiegati solo alcuni anni fa, è stato proprio lui a notarla e a capire che quelle cause bisogna ricercare nel funzionamento dell’occhio umano:

i corpi splendenti di luce più vivace si irraggiano assai più che quelli che sono di luce più languida […] In questo ci ha gran parte l’impedimento del nostro occhio stesso, dal quale gli oggetti risplendenti […] ce gli porge inghirlandati di raggi avventizii così lunghi e folti, che il lor nudo corpicello ci si mostra ingrandito

Per l’illusione da irradiazione, più gli astri sono luminosi più ci appaiono grandi. E l’effetto è tanto più marcato quanto più essi sono luminosi e quanto più è scuro il contesto in cui sono immersi …proprio come accade in una congiunzione Venere-Giove.

L’immagine è stata condivisa sulla homepage di Spaceweather.com il 12 luglio 2026.

Mercurio di giorno a tre giorni dalla congiunzione superiore

⭐️ A soli 3 giorni dalla congiunzione superiore col Sole, ecco Mercurio in pieno giorno a poco più di tre gradi dal Sole, ripreso con una Nikon coolpix p510.

Ne hanno permesso la ripresa il cielo particolarmente terso e la magnitudine -2 che il piccolo pianeta raggiunge in queste circostanze.

Ci avevo provato anche ieri ma senza riuscirci: il cielo infatti era meno limpido e Mercurio ancora più immerso nel bagliore del Sole.

Oggi invece sono stato più fortunato, ma non l’ho osservato in visuale e mi sono accorto di essere riuscito a riprenderlo solamente al PC.

Quello che pubblico è l’unione di due video croppati

I colori della costellazione dell’Idra

Ecco in una sola occhiata i COLORI di TUTTE le STELLE fino alla sesta magnitudine della costellazione dell’Idra, la più lunga costellazione della volta celeste.

In uno dei miti in cui è protagonista, è identificata con quell’Idra dalle nove teste sconfitta da Eracle nella seconda delle sue Dodici Fatiche. Ed infatti, nella volta celeste, la sua Testa è ai piedi del Cancro e del Leone, costellazioni con cui condivide lo stesso mito.

Solo una delle teste è immaginata nel cielo e quando è visibile in prima sera ad Est, preannuncia l’arrivo della primavera: per vedere tramontare la sua coda tuttavia, bisognerà aspettare la fine della notte.

👉 Dalla visione d’insieme dei suoi colori, appare chiaro che la costellazione è disegnata per maggior parte da stelle gialle e arancione; che le azzurre e le gialline si concentrano soprattutto nel lato della Testa, e che lungo il corpo sono presenti pure numerose rosse, come U e V Hya, due famose carbon stars rispettivamente una delle più luminose e una delle più rosse della volta celeste.

👉L’Idra, assieme ai Pesci e alla Balena, si può quindi annoverare tra le più gialle/arancioni costellazioni della volta celeste.

Collage di 119 scatti ripresi volutamente fuori fuoco attraverso un dobson Stargate da 18″ ed uno smartphone A5 a ISO800.

Luna piena di febbraio

🌕 Il sorgere ed il tramonto della #Luna piena di febbraio, rispettivamente sulla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme e sul Palazzo della Civiltà Italiana a Roma.

●Al momento dello scatto il bel campanile medievale con monofore e bifore era ancora illuminato e arrossato dagli ultimi raggi del Sole. Dopo averla notata, moltissimi passanti si sono fermati ad ammirare lo spettacolo.

●Al suo tramonto invece gli faceva da sfondo il #rosa della Cintura di Venere, mentre il #giallo dell’autora si rifletteva sulle vetrate.

👉Il sorgere ed il tramonto lunare si distinguo per la differente inclinazione delle #macchie lunari rispetto all’orizzonte terrestre.

Le immagini sono state entrambe condivise sulla pagina instagram della rivista inglese BBC Sky at Night Magazine: https://shorturl.at/068Db

Singoli scatti con Nikon coolpix.

VENERE in congiunzione con il SOLE

Il silenzioso abbraccio tra Venere e il Sole, osservato e ripreso OGGI in pieno giorno, tra ciuffetti di polline e stormi di insetti accesi dal sole.

⭐️ A pochi giorni dalla congiunzione superiore, Venere è ancora invisibile ad occhio nudo, perché sorge e tramonta assieme al Sole.Eccolo però ripreso in pieno giorno mentre dista dal disco solare solamente 1 grado!

Da guardare a schermo intero.

👀 L’ho osservato al binocolo e al telescopio senza difficoltà, in quel piccolo lasso di tempo in cui un palazzo in direzione Sud mi copriva totalmente il Sole – così da essere sicuro di non accecarmi – lasciando invece libero Venere.

👉 In questo periodo ha un diametro apparente 200 volte più piccolo di quello solare; e considerando la loro stretta vicinanza di soli 2 diametri solari apparenti, invece di coprire il Sole con una statua o con una parete, stavolta ho preferito farlo con le chiome degli alberi, perché mosse dal vento, ne lasciano in qualche modo vedere una parte: ecco quindi Venere in congiunzione col Sole.In una semplice foto, il puntino bianco di Venere si mimetizzava benissimo con l’incredibile numero di polline e di insetti presenti in un campo di cielo di soli 2 gradi come quello inquadrato; per cui ho preferito dei video, in cui si distingue da questo contesto terrestre proprio perché l’unico puntino immobile.

Qui al telescopio.

Buona visione 🙃

Nikon coolpix

Una ripresa di VENERE quasi impossibile

Venere in congiunzione col Sole che sorge dal Vesuvio.

In questi giorni Venere è in congiunzione stretta col Sole, per cui sembrerebbe un’impresa impossibile riuscire ad osservarlo.

Eppure non è esattamente cosí: Venere infatti è così luminoso da essere visibile anche in pieno giorno; per cui, se il cielo è terso e si riesce a coprire il Sole con montagne o palazzi in modo tale da tenerlo fuori dalla vista, attraverso un binocolo o una fotocamera si può riuscire a vederla senza troppi problemi.

La vicinanza del Sole in effetti, permette di sapere quasi perfettamente dove dover cercare il pianeta; consiglio però di provarci solo se si ha abbastanza esperienza e la #certezza che il Sole non potrà mai entrare nel proprio campo di vista.

Eccolo infatti sorgere sul cratere del Vesuvio, ripreso in quei pochissimi secondi prima che il Sole rubasse la scena. Ci ho provato all’alba del 28 e 29 dicembre, e seppure il pianeta è più chiaramente visibile senza il bagliore del Sole, ho continuato a fare foto fino a quando il Sole fosse poco fuori dall’orizzonte proprio per dimostrare la stretta congiunzione di soli 2° circa tra i due corpi celesti.

Ad occhio nudo non era visibile e non lo era neppure nell’altra immagine con il cielo azzurro, ripresa intorno a mezzogiorno del 28 dicembre in cui si vede Venere accanto ad una delle statue poste sul tetto della #Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio a Napoli.

A 21 ingrandimenti come quelli che ho usato, se Venere fosse stata in congiunzione inferiore avrebbe mostrato la forma di una piccola falce; infatti quella che “vediamo” in questi giorni è una Venere piena, piccola e lontana.

Osservazione delle GEMINIDI nella notte del loro massimo.

☄️☄️ Sono circa 40 le meteore che questa notte sono riuscito a contare in circa 2 ore e 30 minuti di osservazione. Sono le Geminidi, le stelle cadenti di dicembre, uno degli sciami meteorici più belli dell’anno.

Ho provato a seguirle da un cielo di montagna, ma la nebbia mi ha costretto a ritornare in città.

E fortunatamente anche dalla periferia di Roma e con un cielo non limpidissimo, lasciano sempre un bel ricordo, sia per l’alta frequenza, sia per l’alta luminosità di molte di esse.

👉 Non pochi infatti sono stati i #bolidi più luminosi di Giove che hanno illuminato quella porzione di cielo che potevo vedere.

Con lo smartphone sono riuscito a riprenderne 5, tre delle quali con la costellazione di Orione che gli fa da sfondo, ma nessuna delle più luminose, che ovviamente sono state bravissime ad evitare il campo inquadrato dal cellulare.

Un bello spettacolo tutto sommato, anche se rispetto agli scorsi anni, a parità di tempo, mi è sembrato di notare un numero minore di bolidi.

NB: Nella seconda parte del video, la velocità è rallentata per individuarle meglio.

Gli oggetti più VERDI della volta celeste

🟢 Nell’osservazione visuale del cielo, il colore #verde ha due “primati”:

  • Non si percepisce nelle stelle;
  • (eppure ) è probabilmente l’unica sfumatura percepibile negli altri oggetti del profondo cielo.

👉 Esistono stelle con il picco della lunghezza d’onda nel verde, ma per come funziona l’occhio umano ci appaiono bianche;👉 ed ho letto e ascoltato di visualisti che hanno notato sfumature tendenti al rosa in alcune nebulose diffuse attraverso telescopi dal grande diametro.

🟢Ma il colore più oggettivamente e diffusamente percepito negli oggetti non stellari è sicuramente il verde, ed in modo particolare nelle Nebulose Planetarie ricche di ossigeno OIII.

🟢Ecco allora alcune delle piu colorate planetarie della volta celeste: NGC6572, NGC7027 ed NGC7009, riprese volutamente sottoforma di #Ghirigori, per immortalare al meglio le sfumature che mostrano all’oculare.

👉 Il verde che le caratterizza ha sempre una predominanza di blu, potremmo perciò definirlo un “Verde Acqua Scuro“. La “più verde” di tutte è sicuramente #NGC6572, il cui colore fu notato da Struve fin dalla sua scoperta nel 1825, ancora oggi conosciuta con il nome di Nebulosa Smeraldo. La segue NGC7027.

Assieme a Urano e Nettuno sono tra gli oggetti più verdi che possiamo ammirare nell’osservazione visuale …al patto però di NON osservarli ad ingrandimenti troppo elevati, circostanza in cui, le loro tenui sfumature, sembrano improvvisamente “svanire”.

📷Dobson 18″ e Huawei p30 pro #youresa #youbyasi #astronomiavisuale