Il cielo stellato non è poi così immutabile.
Nella volta celeste di queste sere sono presenti ben “4 stelle in più”: due sono Stelle Novae divenute improvvisamente visibili tra le centinaia di migliaia di astri risolvibili della nostra galassia; e due sono tra le più luminose stelle variabili del cielo, perché rientrano in quella esigua manciata di astri capaci di diventare visibili anche ad occhio nudo.
Sono rispettivamente la Nova Tauri 2026 e la Nova Sagittarii 2026, visibili attraverso uno strumento astronomico; e le variabili R Cassiopeiae e Chi Cygni, entrambe potenzialmente visibili ad occhio nudo.
Le ho tutte osservate nell’arco di tre giorni, ne ho rubato uno scatto all’oculare ed ho infine ripreso le loro sfumature attraverso la tecnica del telescopio scosso.
La Nova Tauri sta brillando intorno all’ottava magnitudine e quella del Sagittario intorno alla decima. La variabile R Cassiopeiae ha raggiunto la sesta magnitudine ( ma potrebbe ancora salire) ed infine la variabile Chi Cygni, attualmente intorno alla settima magnitudine, nell’arco di un mese raggiungerà la quinta ( ma forse anche di più), divenendo facilmente visibile ad occhio nudo anche da un cielo non troppo buio.
Le novae mostrano sfumature giallastre, non distinguibili però nell’osservazione visuale; le due variabili invece sono più aranciate e le loro sfumature sono facilmente visibili anche nell’osservazione visuale, ma non ad occhio nudo.
Non resteranno visibili nel cielo per molto tempo, ma Chi Cygni deve ancora raggiungere il suo massimo previsto per i primi di ottobre; per cui in questi giorni possiamo divertirci a cercarla ad occhio nudo, fin quando non la vedremo pian piano aggiungersi alle stelle che disegnano la costellazione del Cigno.
Cerchiamola lungo la linea che unisce Deneb e Albireo, non lontana da Eta Cygni, e quando apparirà, sarà come sperimentare la mutevolezza del cielo in un singolo puntino già ad occhio nudo.


