Ecco un’idea davvero originale: ORGANIZZA UNA BELLA SERATA OSSERVATIVA!
Lo spettacolo della volta celeste che ogni notte si apre sopra le nostre teste, non passa indifferente agli occhi di nessuno: Luna e pianeti, ammassi stellari e nebulose, lontani milioni e miliardi di chilometri da noi, danzano lassù in alto su un palcoscenico immenso.
🌕 Il sorgere ed il tramonto della #Luna piena di febbraio, rispettivamente sulla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme e sul Palazzo della Civiltà Italiana a Roma.
●Al momento dello scatto il bel campanile medievale con monofore e bifore era ancora illuminato e arrossato dagli ultimi raggi del Sole. Dopo averla notata, moltissimi passanti si sono fermati ad ammirare lo spettacolo.
●Al suo tramonto invece gli faceva da sfondo il #rosa della Cintura di Venere, mentre il #giallo dell’autora si rifletteva sulle vetrate.
👉Il sorgere ed il tramonto lunare si distinguo per la differente inclinazione delle #macchie lunari rispetto all’orizzonte terrestre.
Le immagini sono state entrambe condivise sulla pagina instagram della rivista inglese BBC Sky at Night Magazine: https://shorturl.at/068Db
Il silenzioso abbraccio tra Venere e il Sole, osservato e ripreso OGGI in pieno giorno, tra ciuffetti di polline e stormi di insetti accesi dal sole.
⭐️ A pochi giorni dalla congiunzione superiore, Venere è ancora invisibile ad occhio nudo, perché sorge e tramonta assieme al Sole.Eccolo però ripreso in pieno giorno mentre dista dal disco solare solamente 1 grado!
Da guardare a schermo intero.
👀 L’ho osservato al binocolo e al telescopio senza difficoltà, in quel piccolo lasso di tempo in cui un palazzo in direzione Sud mi copriva totalmente il Sole – così da essere sicuro di non accecarmi – lasciando invece libero Venere.
👉 In questo periodo ha un diametro apparente 200 volte più piccolo di quello solare; e considerando la loro stretta vicinanza di soli 2 diametri solari apparenti, invece di coprire il Sole con una statua o con una parete, stavolta ho preferito farlo con le chiome degli alberi, perché mosse dal vento, ne lasciano in qualche modo vedere una parte: ecco quindi Venere in congiunzione col Sole.In una semplice foto, il puntino bianco di Venere si mimetizzava benissimo con l’incredibile numero di polline e di insetti presenti in un campo di cielo di soli 2 gradi come quello inquadrato; per cui ho preferito dei video, in cui si distingue da questo contesto terrestre proprio perché l’unico puntino immobile.
Venere in congiunzione col Sole che sorge dal Vesuvio.
In questi giorni Venere è in congiunzione stretta col Sole, per cui sembrerebbe un’impresa impossibile riuscire ad osservarlo.
Eppure non è esattamente cosí: Venere infatti è così luminoso da essere visibile anche in pieno giorno; per cui, se il cielo è terso e si riesce a coprire il Sole con montagne o palazzi in modo tale da tenerlo fuori dalla vista, attraverso un binocolo o una fotocamera si può riuscire a vederla senza troppi problemi.
La vicinanza del Sole in effetti, permette di sapere quasi perfettamente dove dover cercare il pianeta; consiglio però di provarci solo se si ha abbastanza esperienza e la #certezza che il Sole non potrà mai entrare nel proprio campo di vista.
Eccolo infatti sorgere sul cratere del Vesuvio, ripreso in quei pochissimi secondi prima che il Sole rubasse la scena. Ci ho provato all’alba del 28 e 29 dicembre, e seppure il pianeta è più chiaramente visibile senza il bagliore del Sole, ho continuato a fare foto fino a quando il Sole fosse poco fuori dall’orizzonte proprio per dimostrare la stretta congiunzione di soli 2° circa tra i due corpi celesti.
Ad occhio nudo non era visibile e non lo era neppure nell’altra immagine con il cielo azzurro, ripresa intorno a mezzogiorno del 28 dicembre in cui si vede Venere accanto ad una delle statue poste sul tetto della #Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio a Napoli.
A 21 ingrandimenti come quelli che ho usato, se Venere fosse stata in congiunzione inferiore avrebbe mostrato la forma di una piccola falce; infatti quella che “vediamo” in questi giorni è una Venere piena, piccola e lontana.
☄️☄️ Sono circa 40 le meteore che questa notte sono riuscito a contare in circa 2 ore e 30 minuti di osservazione. Sono le Geminidi, le stelle cadenti di dicembre, uno degli sciami meteorici più belli dell’anno.
Ho provato a seguirle da un cielo di montagna, ma la nebbia mi ha costretto a ritornare in città.
E fortunatamente anche dalla periferia di Roma e con un cielo non limpidissimo, lasciano sempre un bel ricordo, sia per l’alta frequenza, sia per l’alta luminosità di molte di esse.
👉 Non pochi infatti sono stati i #bolidi più luminosi di Giove che hanno illuminato quella porzione di cielo che potevo vedere.
Con lo smartphone sono riuscito a riprenderne 5, tre delle quali con la costellazione di Orione che gli fa da sfondo, ma nessuna delle più luminose, che ovviamente sono state bravissime ad evitare il campo inquadrato dal cellulare.
Un bello spettacolo tutto sommato, anche se rispetto agli scorsi anni, a parità di tempo, mi è sembrato di notare un numero minore di bolidi.
NB: Nella seconda parte del video, la velocità è rallentata per individuarle meglio.
🟢 Nell’osservazione visuale del cielo, il colore #verde ha due “primati”:
Non si percepisce nelle stelle;
(eppure ) è probabilmente l’unica sfumatura percepibile negli altri oggetti del profondo cielo.
👉 Esistono stelle con il picco della lunghezza d’onda nel verde, ma per come funziona l’occhio umano ci appaiono bianche;👉 ed ho letto e ascoltato di visualisti che hanno notato sfumature tendenti al rosa in alcune nebulose diffuse attraverso telescopi dal grande diametro.
🟢Ma il colore più oggettivamente e diffusamente percepito negli oggetti non stellari è sicuramente il verde, ed in modo particolare nelle Nebulose Planetarie ricche di ossigeno OIII.
🟢Ecco allora alcune delle piu colorate planetarie della volta celeste: NGC6572, NGC7027 ed NGC7009, riprese volutamente sottoforma di #Ghirigori, per immortalare al meglio le sfumature che mostrano all’oculare.
👉 Il verde che le caratterizza ha sempre una predominanza di blu, potremmo perciò definirlo un “Verde Acqua Scuro“. La “più verde” di tutte è sicuramente #NGC6572, il cui colore fu notato da Struve fin dalla sua scoperta nel 1825, ancora oggi conosciuta con il nome di Nebulosa Smeraldo. La segue NGC7027.
Assieme a Urano e Nettuno sono tra gli oggetti più verdi che possiamo ammirare nell’osservazione visuale …al patto però di NON osservarli ad ingrandimenti troppo elevati, circostanza in cui, le loro tenui sfumature, sembrano improvvisamente “svanire”.
📷Dobson 18″ e Huawei p30 pro #youresa #youbyasi #astronomiavisuale
In queste sere di autunno inoltrato, guardando in direzione Ovest subito dopo il tramonto, è ancora possibile trovare Arturo, la stella più luminosa dell’emisfero boreale, immersa nelle luci del crepuscolo.
Il suo nome deriva dalla parola greca Ἀρκτοῦρος (Arktouros) e può significare sia Guardiano del Nord che Guardiano dell’Orsa.
Eppure, chi riuscirà a vederla poco dopo il Sole come in queste sere, potrà dilettarsi a chiamarla anche con un ALTRO particolare nome che gli avevano assegnato gli arabi.
Seguendola infatti si potrà facilmente notare che pur tramontando DOPO il Sole, la stella tornerà ad essere visibile ad Est PRIMA che il Sole sorga! A primo impatto, seguendo il Sole al tramonto, ci si aspetterebbe di non-vederla affatto all’alba ad Est, perché sopra l’orizzonte solo dopo il sorgere del Sole.
Ed invece eccola lì a prendersi gioco del Sole, anticipandolo e superandolo così da rimanere visibile – nella stessa notte – sia DOPO il tramonto che PRIMA dell’alba!
Per questa “strana” particolarità, come ci ricordava Al-Sufi già dieci secoli fa, gli arabi chiamavano Arturo حارس السماء ħāris al-samā’, il Guardiano del Cielo.
Andando a cercare le cause di questa curiosa circostanza, ci si accorge che in realtà non c’è nulla di singolare nel suo comportamento: la cosa infatti si verifica con TUTTE quelle stelle che come Arturo, trovandosi rispetto al Sole più vicine al Polo Nord Celeste e descrivendo un arco più stretto di quello tracciato dal Sole, fanno un giro più breve anche sotto l’orizzonte.
Arturo quindi non sarebbe affatto l’unico “Guardiano del Cielo”, ma essendo la stella più luminosa dell’emisfero boreale, è quella più facilmente individuabile nelle luci del crepuscolo e dell’aurora.
In queste immagini eccola tramontare sulle Mura di santo Stefano, una chiesa del IX secolo costruita sui resti di una villa romana del II secolo d.C. situate nel comune di Anguillara Sabazia in provincia di Roma.
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Di seguito invece, eccola affacciarsi dagli archi del Colosseo Quadrato, il Palazzo delle Civiltà a Roma.
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E qui accanto alla Torre della Chiesaccia sempre nel comune di Roma.
La LUNA piena di novembre su Civita di Bagnoregio, “la città che muore”: uno dei borghi più belli d’Italia.
Cielo perfetto, Luna favorevole ed un orizzonte mozzafiato: era così tanto incredibile assistere a questa regia di colori su una scenografia così magica e ricca di storia …che è stato particolarmente difficile preoccuparsi di immortalare la scena piuttosto che fermarsi solo ad ammirarla.
Singolo scatto con Nikon coolpix p510. Altre immagini nei commenti.
Immagina di vedere la luna piena, nelle luci del crepuscolo, mentre sorge su una delle cattedrali più belle del mondo, il Duomo di Orvieto.
È proprio quello che ho ammirato ieri sera.
A oltre 2,5 chilometri di distanza dal duomo, per alcuni minuti, la Luna che si levava accanto all’imponente facciata, ha disegnato una magnifica cupola di colore arancione, degna di quel bellissimo rosone, dei bassorilievi e in tono con l’oro ed i colori dei suoi ricchi mosaici.
Eclissi lunare totale visibile dall’Italia, domenica 7 settembre 2025. La Luna sorgerà già totalmente eclissata subito dopo il tramonto del Sole.
A Napoli, per chi vuole vederla sorgere non lontana dal Vesuvio, dovrà posizionarsi nelle zone interne della città e non sul lungo mare, da dove invece sembrerà sorgere sopra la Penisola Sorrentina.
A Roma per chi vuole vederla sorgere sul Colosseo ed il Foro Romano, suggerisco il Belvedere di via Monte Tarpeo, al Campidoglio o la Passeggiata del Gianicolo.