ORGANIZZA UNA SERATA OSSERVATIVA!!!

Ecco un’idea davvero originale: ORGANIZZA UNA BELLA SERATA OSSERVATIVA!

Lo spettacolo della volta celeste che ogni notte si apre sopra le nostre teste, non passa indifferente agli occhi di nessuno: Luna e pianeti, ammassi stellari e nebulose, lontani milioni e miliardi di chilometri da noi, danzano lassù in alto su un palcoscenico immenso.

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I colori di tutte le stelle del Cigno e della Lucertola

🎨 Ecco in una sola occhiata i COLORI di TUTTE le STELLE fino alla sesta magnitudine della costellazione del Cigno e della Lucertola.

Un totale di 178 scatti dalla cui visione d’insieme appare che questa zona del cielo è costellata da astri di differenti sfumature, senza quindi grandi particolari concentrazioni di colore.

👉 Sono riconoscibili Albireo e 61 Cygni – due tra le più famose stelle doppie colorate della volta celeste – ma pure 30 e 31 Cygni ed Omega1 ed Omega2 Cygni, che pur essendo meno note, al telescopio si rivelano intensamente colorate.

Le piccole rosse invece, sono alcune delle carbon star più rosse della volta celeste, qui particolarmente numerose: U, V, AX, RS, RW ed RV Cygni. Non a caso già oltre un secolo fa, il cacciatore di stelle rosse John Birmigham, definì questa zona della volta celeste The Red Region.

👉 Collage di 178 scatti ripresi volutamente fuori fuoco attraverso un dobson Sky-Watcher da 18″ ed uno smartphone A5 a ISO800.

Un BERNOCCOLO nella Luna

La linea del terminatore non appare sempre liscia e regolare, ma mostra spesso un rigonfiamento quasi a disegnare un NASO nel profilo della falce lunare. Non serve un telescopio per notarlo, perché sì, si percepire GIÀ ad occhio nudo!

Se ne accorse già Galileo Galilei e PRIMA dell’invenzione del telescopio, usando l’argomento come prova che la superficie della Luna non fosse affatto liscia e perfetta come si pensava, ma rugosa e ricoperta di montagne proprio come la Terra:

«Ella non fa il mezzo cerchio pulito e netto, ma sempre con qualche bernoccolo nel mezzo».

Pure Keplero e prima ancora di entrambi fu Edward Gresham a parlare del Bernoccolo nella Luna:

«ho scoperto una gibbosità in uno o due punti della Luna»,

e come Galileo, si spiegavano il fenomeno con la presenza di alte montagne sulla sua superficie.

Sono anni che penso di vederlo pure io, ma solo dopo aver saputo di loro tre ho capito che non era una suggestione!

Ve lo racconto sull’ultimo numero di SPAZIO Magazine, la rivista di astronomia e astronautica dell’ADAA. E lo faccio paragonando quel bernoccolo al naso di Cyrano di Bergerac, il protagonista della commedia di Edmond Rostand, caricatura del vero Cyrano vissuto secoli prima ed autore di un “viaggio nella Luna”, il cui naso aquilino, nell’opera di Rostand, diventa grande come «una montagna, un picco, un promontorio», insomma: proprio com’è nella realtà il BERNOCCOLO nella Luna!

E voi l’avevate mai notato?

Vi consiglio di osservarla intorno al quinto / sesto giorno, oppure intorno al decimo / undicesimo giorno. Ed una volta notato, cercatelo solo con un piccolo binocolo o col cercatore, perché ingrandendo troppo, si confonderà facilmente con tutte le altre irregolarità del terminatore.

A disegnarlo sono soprattutto le pareti occidentali del Mare del Nettare e quelle del Mare degli Umori, ma anche le pareti e le ombre dei famosi crateri Theophilus, Cyrillus e Catharina.

👉 Ringrazio Dario Giannobile e Dario Orizio per le loro immagini che arricchiscono l’articolo. Spazio Magazine è una rivista digitale acquistabile tramite abbonamento qui: https://shorturl.at/51BA5

Vedi meno

Osservazione visuale della cometa 220P/McNaught

Dopo i recenti OUTBURST che l’hanno resa MIGLIAIA di volte più LUMINOSA, non potevo perdermi la sua visione sotto un cielo veramente buio.

L’ho aspettata sorgere dal Monte Terminillo e l’ho seguita per gran parte della notte quasi fino all’alba a vari ingrandimenti, ovviamente osservando anche tanti altri oggetti 😝.

Era visibile già nel cercatore come una macchia diffusa: a 95x la coda riempiva 1/3 del campo inquadrato, che corrispondono a circa 0,3°, anche se muovendo il telescopio, si intuiva che fosse poco più lunga.

👉 La visione era molto più soddisfacente di quanto mi aspettassi, e questi singoli scatti fatti con uno Huawei all’oculare del telescopio, mostrano QUASI esattamente cosa potevo apprezzare con i miei occhi.

All’oculare i dettagli erano meno definiti, ma ad occhio la cometa appariva anche circondata da un alone, più largo in direzione della testa, percepibile anche in queste immagini.

Dobson Sky-Watcher Stargate da 46cm e Huawei p30 pro ISO409600 0.5s

I colori di tutte le stelle del Capricorno e dell’Aquario

🎨 Ecco in una sola occhiata i COLORI di TUTTE le STELLE fino alla sesta magnitudine delle costellazioni del Capricorno e dell’Aquario.

A chi prova ad osservare dalla città queste due costellazioni, la zona celeste che le ospita sembrerà quasi completamente priva di stelle.

Chi invece può cercale sotto un cielo buio, oltre a meravigliarsi dell’alto numero di astri visibili, resterà sicuramente colpito dalla particolarissima forma che assumono gli astri più a Sud dell’Aquario: sembrano infatti ricordare tanti piccoli rivoli di pioggia.

Non a caso Arato ci tramanda che questa zona del cielo era denominata “Acqua”.

Sono costellazioni autunnali, ma chi passerà tutta la notte ad osservare il cielo, riuscirà ad osservarle già in questo periodo.

👉 Dalla visione d’insieme dei loro colori, notiamo che gli astri gialli sono pochi e posti soprattutto sul bordo superiore. Gli azzurri si concentrano più verso il Capricorno e quelli arancioni più verso l’Aquario. C’è inoltre una particolare concentrazione cromatica di colore bianco nella coda del Capricorno.

Collage di oltre 140 scatti ripresi volutamente fuori fuoco attraverso un dobson Sky-Watcher da 18″ ed uno smartphone A5 a ISO800.

I colori di tutte le stelle dell’Ercole

🎨 Ecco in una sola occhiata i COLORI di TUTTE le STELLE fino alla sesta magnitudine della costellazione dell’Ercole.

A chi prova ad osservarla dalla città, la zona celeste che le ospita sembra ospitare poche e deboli stelle. Andando invece a contarle, ce ne sono davvero tante, essendo una delle costellazioni più vaste della volta celeste.

Dalla sua visione d’insieme, più che concentrazioni di colore, notiamo che la costellazione è una vera esplosione di differenti sfumature. Tra esse ci sono o anche i diversi colori delle doppie Kappa e 95 Herculis.

Collage di circa 150 scatti ripresi volutamente fuori fuoco attraverso un dobson Sky-Watcher da 18″ ed uno smartphone A5 a ISO800.

I colori delle stelle del Boote e della Corona Boreale fino alla magnitudine +6.5

🎨 Ecco in una sola occhiata i COLORI di TUTTE le STELLE fino alla magnitudine +6.5 delle costellazioni del Boote e della Corona Boreale.

Da una loro visione d’insieme si nota una netta predominanza di astri gialli/aranci e bianchi. Sono le prime due costellazioni che riprendo sistematicamente fino a tale magnitudine, escludendo la zona GIALLA tra la Balena e i Pesci e quella AZZURRA tra Orione ed Eridano.

Avendo quasi completato la ripresa di tutte le stelle fino alla magnitudine +6.0 visibili dalla mia latitudine, sporadicamente proverò ad arricchire le costellazioni più alte all’orizzonte, con astri fino alla +6.5.

👉Collage di circa 182 scatti ripresi volutamente fuori fuoco attraverso un dobson Sky-Watcher da 18″ ed uno smartphone A5 a ISO800.

Quattro stelle in più nel cielo di queste sere

✨️Il cielo stellato non è poi così immutabile.

Nella volta celeste di queste sere sono presenti ben “4 stelle in più”: due sono Stelle Novae divenute improvvisamente visibili tra le centinaia di migliaia di astri risolvibili della nostra galassia; e due sono tra le più luminose stelle variabili del cielo, perché rientrano in quella esigua manciata di astri capaci di diventare visibili anche ad occhio nudo.

Sono rispettivamente la Nova Tauri 2026 e la Nova Sagittarii 2026, visibili attraverso uno strumento astronomico; e le variabili R Cassiopeiae e Chi Cygni, entrambe potenzialmente visibili ad occhio nudo.

👉Le ho tutte osservate nell’arco di tre giorni, ne ho rubato uno scatto all’oculare ed ho infine ripreso le loro sfumature attraverso la tecnica del telescopio scosso.

La Nova Tauri sta brillando intorno all’ottava magnitudine e quella del Sagittario intorno alla decima. La variabile R Cassiopeiae ha raggiunto la sesta magnitudine ( ma potrebbe ancora salire) ed infine la variabile Chi Cygni, attualmente intorno alla settima magnitudine, nell’arco di un mese raggiungerà la quinta ( ma forse anche di più), divenendo facilmente visibile ad occhio nudo anche da un cielo non troppo buio.

🟡Le novae mostrano sfumature giallastre, non distinguibili però nell’osservazione visuale; le due variabili invece sono più aranciate e le loro sfumature sono facilmente visibili anche nell’osservazione visuale, ma non ad occhio nudo.

Non resteranno visibili nel cielo per molto tempo, ma Chi Cygni deve ancora raggiungere il suo massimo previsto per i primi di ottobre; per cui in questi giorni possiamo divertirci a cercarla ad occhio nudo, fin quando non la vedremo pian piano aggiungersi alle stelle che disegnano la costellazione del Cigno.

👉Cerchiamola lungo la linea che unisce Deneb e Albireo, non lontana da Eta Cygni, e quando apparirà, sarà come sperimentare la mutevolezza del cielo in un singolo puntino già ad occhio nudo.

Luna piena con faro di Miseno

Come ci racconta Virgilio nell’Eneide, il promontorio su cui si erge questo bellissimo faro, prende il nome da Miseno, amico di Enea e figlio di Eolo.

Esso ne costituirebbe il sepolcro stesso, eretto da Enea per onorare l’amico, trovato morto proprio come gli aveva predetto la Sibilla Cumana.

“Miseno è detto, e si dirà mai sempre”

Eneide VI, 230 – 235.

Dopo il ritrovamento del ramo d’oro, attraverso una grotta nascosta nel vicino Lago d’Averno, Enea potrà finalmente entrare negli Inferi e parlare con suo padre Anchise nella zona dei Campi Elisi, dove si concentravano le anime degli eroi e dei saggi.

Col tempo alcune tradizioni platoniche e stoiche sposteranno i Campi Elisi dal mondo sotterraneo fino a quello della Luna.

Singolo scatto con Nikon coolpix p900 ripreso ad oltre 2,5 Km di distanza dal faro.