Ecco un’idea davvero originale: ORGANIZZA UNA BELLA SERATA OSSERVATIVA!
Lo spettacolo della volta celeste che ogni notte si apre sopra le nostre teste, non passa indifferente agli occhi di nessuno: Luna e pianeti, ammassi stellari e nebulose, lontani milioni e miliardi di chilometri da noi, danzano lassù in alto su un palcoscenico immenso.
🟢 Nell’osservazione visuale del cielo, il colore #verde ha due “primati”:
Non si percepisce nelle stelle;
(eppure ) è probabilmente l’unica sfumatura percepibile negli altri oggetti del profondo cielo.
👉 Esistono stelle con il picco della lunghezza d’onda nel verde, ma per come funziona l’occhio umano ci appaiono bianche;👉 ed ho letto e ascoltato di visualisti che hanno notato sfumature tendenti al rosa in alcune nebulose diffuse attraverso telescopi dal grande diametro.
🟢Ma il colore più oggettivamente e diffusamente percepito negli oggetti non stellari è sicuramente il verde, ed in modo particolare nelle Nebulose Planetarie ricche di ossigeno OIII.
🟢Ecco allora alcune delle piu colorate planetarie della volta celeste: NGC6572, NGC7027 ed NGC7009, riprese volutamente sottoforma di #Ghirigori, per immortalare al meglio le sfumature che mostrano all’oculare.
👉 Il verde che le caratterizza ha sempre una predominanza di blu, potremmo perciò definirlo un “Verde Acqua Scuro“. La “più verde” di tutte è sicuramente #NGC6572, il cui colore fu notato da Struve fin dalla sua scoperta nel 1825, ancora oggi conosciuta con il nome di Nebulosa Smeraldo. La segue NGC7027.
Assieme a Urano e Nettuno sono tra gli oggetti più verdi che possiamo ammirare nell’osservazione visuale …al patto però di NON osservarli ad ingrandimenti troppo elevati, circostanza in cui, le loro tenui sfumature, sembrano improvvisamente “svanire”.
📷Dobson 18″ e Huawei p30 pro #youresa #youbyasi #astronomiavisuale
In queste sere di autunno inoltrato, guardando in direzione Ovest subito dopo il tramonto, è ancora possibile trovare Arturo, la stella più luminosa dell’emisfero boreale, immersa nelle luci del crepuscolo.
Il suo nome deriva dalla parola greca Ἀρκτοῦρος (Arktouros) e può significare sia Guardiano del Nord che Guardiano dell’Orsa.
Eppure, chi riuscirà a vederla poco dopo il Sole come in queste sere, potrà dilettarsi a chiamarla anche con un ALTRO particolare nome che gli avevano assegnato gli arabi.
Seguendola infatti si potrà facilmente notare che pur tramontando DOPO il Sole, la stella tornerà ad essere visibile ad Est PRIMA che il Sole sorga! A primo impatto, seguendo il Sole al tramonto, ci si aspetterebbe di non-vederla affatto all’alba ad Est, perché sopra l’orizzonte solo dopo il sorgere del Sole.
Ed invece eccola lì a prendersi gioco del Sole, anticipandolo e superandolo così da rimanere visibile – nella stessa notte – sia DOPO il tramonto che PRIMA dell’alba!
Per questa “strana” particolarità, come ci ricordava Al-Sufi già dieci secoli fa, gli arabi chiamavano Arturo حارس السماء ħāris al-samā’, il Guardiano del Cielo.
Andando a cercare le cause di questa curiosa circostanza, ci si accorge che in realtà non c’è nulla di singolare nel suo comportamento: la cosa infatti si verifica con TUTTE quelle stelle che come Arturo, trovandosi rispetto al Sole più vicine al Polo Nord Celeste e descrivendo un arco più stretto di quello tracciato dal Sole, fanno un giro più breve anche sotto l’orizzonte.
Arturo quindi non sarebbe affatto l’unico “Guardiano del Cielo”, ma essendo la stella più luminosa dell’emisfero boreale, è quella più facilmente individuabile nelle luci del crepuscolo e dell’aurora.
In queste immagini eccola tramontare sulle Mura di santo Stefano, una chiesa del IX secolo costruita sui resti di una villa romana del II secolo d.C. situate nel comune di Anguillara Sabazia in provincia di Roma.
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Di seguito invece, eccola affacciarsi dagli archi del Colosseo Quadrato, il Palazzo delle Civiltà a Roma.
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E qui accanto alla Torre della Chiesaccia sempre nel comune di Roma.
La LUNA piena di novembre su Civita di Bagnoregio, “la città che muore”: uno dei borghi più belli d’Italia.
Cielo perfetto, Luna favorevole ed un orizzonte mozzafiato: era così tanto incredibile assistere a questa regia di colori su una scenografia così magica e ricca di storia …che è stato particolarmente difficile preoccuparsi di immortalare la scena piuttosto che fermarsi solo ad ammirarla.
Singolo scatto con Nikon coolpix p510. Altre immagini nei commenti.
Immagina di vedere la luna piena, nelle luci del crepuscolo, mentre sorge su una delle cattedrali più belle del mondo, il Duomo di Orvieto.
È proprio quello che ho ammirato ieri sera.
A oltre 2,5 chilometri di distanza dal duomo, per alcuni minuti, la Luna che si levava accanto all’imponente facciata, ha disegnato una magnifica cupola di colore arancione, degna di quel bellissimo rosone, dei bassorilievi e in tono con l’oro ed i colori dei suoi ricchi mosaici.
Eclissi lunare totale visibile dall’Italia, domenica 7 settembre 2025. La Luna sorgerà già totalmente eclissata subito dopo il tramonto del Sole.
A Napoli, per chi vuole vederla sorgere non lontana dal Vesuvio, dovrà posizionarsi nelle zone interne della città e non sul lungo mare, da dove invece sembrerà sorgere sopra la Penisola Sorrentina.
A Roma per chi vuole vederla sorgere sul Colosseo ed il Foro Romano, suggerisco il Belvedere di via Monte Tarpeo, al Campidoglio o la Passeggiata del Gianicolo.
💫💫 Anche quest’anno ho potuto trascorrere la notte delle #Perseidi al Parco Nazionale del Pollino, uno dei cieli più bui d’Italia.
Stavolta però la presenza della Luna gibbosa ha particolarmente sfavorito la loro visione, infatti sono riuscito a contarne solamente una ventina.
È pur vero che non avevo lo sguardo sempre verso l’alto: ne ho approfittato infatti anche per dare un’occhiata agli oggetti del profondo cielo più popolari, alla ancora luminosa supernova in NGC7331, per fotografare alcuni ghirigori di stelle basse all’orizzonte ed azzardare 650 ingrandimenti nell’osservazione delle planetarie ( un traguardo da riprovare con un cielo senza Luna).
La Luna era così luminosa che pian piano che saliva all’orizzonte riusciva a spegnere quasi totalmente la visione della Via Lattera: in queste due notti infatti ho visto la Via Lattea diventare sempre più evidente col calare della notte e poche decine di minuti dopo cominciare di nuovo a sparire perché vinta dalla luce della Luna.
Ho osservato fino all’alba così da ammirare anche Venere e Giove in congiunzione fin dal loro sorgere a pochissimi gradi dall’orizzonte.
Ecco la Luna quasi piena di agosto affacciarsi direttamente dall’arco del Colosseo.
Con le due colonne ai lati ed i particolari colori della pietra, l’arco sembra diventare la perfetta cornice per un quadro antico come la Luna.
È stato davvero suggestivo vederla.
Inizialmente era debole ed opaca, quasi da confondersi con il cielo, per cui nessuno l’aveva notata. Ma pian piano che saliva, diventando sempre più luminosa, ha cominciato ad attirare l’attenzione di tutti i turisti presenti.
Nel giro di pochi secondi, non ero più l’unico ad ammirare il particolare spettacolo che disegnava col Colosseo.
Chi notava la scena, oltre a meravigliarsi e a fare foto, chiedeva ai passanti di farsi immortalare con un sorriso, un abbraccio o un bacio con alle spalle la Luna che si mostrava da quell’unico arco libero del Colosseo che si affaccia su Via dei Fori Imperiali.
Uno stupore che descriverei non troppo diverso da quello provato dagli antichi quando vedevano gli astri esattamente sugli edifici con cui li avevano allineati.
Sono sempre piu convinto che sarebbe un’ottima idea commemorare le congiunzioni tra Cielo e Terra informando tutti della possibilità che se crea, perché è bello ammirare scatti come questi, ma è ancora più bello assistere allo spettacolo di persona.
Ringrazio la rivista BBC Sky at Night per aver pubblicato parte di questo articolo sulle loro pagine digitali.
🔭👀🌳Se la prima sera è stata ventosa e con un cielo lettiginoso, ieri sera è stato decisamente limpido.
👉Così limpido che Arturo e Vega erano incredibilmente visibili fin subito dopo il tramonto e le parti più luminose della Via Lattea erano già percepibili a circa un’ora alla notte astronomica.
👉Così limpido che la coppia di stelle Mu1 e Mu2 dello Scorpione erano chiaramente visibili e sdoppiabili anche quando ancora basse all’orizzonte, e così da poterle finalmente chiamare per nome, Xamidimura e Pipirima come recentemente fatto dall’IAU, The International Astronomical Union. Termini troppo simpatici per non impararli e per non conoscere il loro significato.
I colori delle stelle attraverso la sfocatura
👉 Così limpido da raggiungere ad occhio nudo la visione di Al Ruba, il piccolo di cammello nella Testa del Dragone e allo zenith al telescopio, la magnitudine +15.6, cioè quella della nana bianca al centro di M57, la Nebulosa Anello della Lira, che sono riuscito ad osservare per la prima volta 🤩
Supernova SN2025RBS in NGC7331
Ho osservato per tutta la notte, fino al sorgere di Venere e dello spicchio della Luna all’alba. Un vero spettacolo ammirare le forme delle costellazioni più deboli, come i rivoli d’acqua dell’Acquario, il cerchietto dei Pesci e la Chioma di Berenice. E notare l’assenza di Mira tra le stelle della Balena.
Xamidimura e Pipirima al telescopio
Durante queste ore la Via Lattea era visibile ad occhio nudo dalla Nebulosa Tolomeo a sudovest fino al Doppio Ammasso del Perseo a nordest contemporamente. Erano ben visibili le zone chiare e scure che la compongono, in particolare l’evanescente nebulosa oscura del Cavallino e quella più nettamente visibile e posta a Nord di Deneb che dovrebbe chiamarsi La Gentil 3, dal nome dell’astronomo che per primo l’ha descritta.
✨️Tra i numeri ammassi aperti carichi di stelle osservati, menziono NGC1245 nel Perseo, NGC6819 nel Cigno e NGC6645 nel Sagittario per l’alta concentrazione stellare che presentano. Il secondo ricordava le zampe posteriori di una rana che nuota, il terzo per la presenza di zone scure, ricordava invece la testa di Mickey Mouse.
Colori stellari tra Scorpione, Sagittario e Ofiuco
Oltre 20 sono state le nebulose planetarie inquadrate, le più belle delle quali osservate fino a 404x per ammirare le traccie delle loro strutture interne; e decine pure i globulari risolti in stelle: dall’immenso M22, ai bassissimi M55 ed NGC288, fino alle particolari forme di M30, M2 ed M19.
💫 Non è mancata l’osservazione della supernova SN2025RBS nella galassia NGC7331: stavolta facilmente visibile in modo diretto e dall’aspetto puntiforme. Dal confronto con le stelle deboli a lei vicine, l’ho valutata più luminosa della 13esima magnitudine, più brillante quindi di 4 giorni fa.
E poi i bracci di M51 ed M33, la banda oscura di NGC891 e la lunghissima Galassia Ago. Le innumerevoli trame delle nebulose diffuse, dalla Laguna, la Velo, fino alla Crescent, coi loro chiaroscuri e le loro nebulose oscure.
👉Un totale di oltre 100 oggetti deepsky osservati ed ammirati a vari ingrandimenti, talvolta a lungo e più volte nell’arco della notte per meglio imprimere nella mente la loro incantevole visione.
Immagini riprese con Huawei p30 pro. Osservazioni con dobson Sky-Watcher Stargate da 18″.