Galileo e l’imperfezione del cielo stellato

Xilografia di Camille Flammarion
Xilografia di Camille Flammarion

La “rivoluzione” del cielo aristotelico
è operata in modo grandioso da Galileo Galileo,
non solo attraverso le sue inequivocabili scoperte,
ma soprattutto grazie alla consapevolezza che aveva
di ciò che “vedeva”.

L’idea della perfezione del cielo antico
cozzava apertamente con l’apparente imperfezione
di una sfera celeste, dove le stelle,
pur se disposte tutte alla stessa distanza dalla Terra,
circa la loro luminosità non seguono nessun reale ordine.

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Nubi su Marte

Marte marzo 2014
Marte marzo 2014

A circa un mese dall’opposizione del prossimo 8 Aprile
il pianeta rosso già stasera regala belle immagini di sé.
Sul suo piccolo disco di soli 12″ d’arco,
a 300 ingrandimenti, è chiaramente visibile
quella zona marrone che si staglia nell’arancione intenso,
chiamata Syrtis Major, e a Sud di questa,
una grossa zona completamente bianca.

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V Hydrae, la più rossa tra le rosse

V Hya: un papavero nel campo
V Hya: un papavero nel campo

Questa sconosciuta stella variabile della costellazione dell’Idra
capace di raggiungere un indice di colore +5.5
è per molti osservatori la stella più rossa del cielo:
la forte tonalità della sua colorazione, a confronto,
fa inevitabilmente impallidire tutte le altre!

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Galileo e l’infinito stupore

 

Infinito stupore
Infinito stupore

Osservare il cielo è sempre come la prima volta!
Parola di Galileo Galilei!

“Supplico per tanto V. S. Ill.ma
a scusarmi et perdonarmi se
forse più del conveniente la molesto;
et se non gli mando adesso un occhiale, non se ne maravigli,
perché ne ho a pena tanti per il bisogno detto di sopra,
et l` indugio sarà compensato con tanto maggiore eccellenza,
perché gliene darò uno quale ancora non se ne son fatti di tali:
et alla mia venuta costà questo Giugno
porterò al G. D. in questa materia cose di infinito stupore“.

Galileo a BELISARIO VINTA, 19 Marzo 1610

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