Il BACIO nella LUNA: omaggio a Filippo ZAMBONI ed Emilia Dagnen

“Oh vedi tu là quella bellezza di testa virile […]”
“Sì la vedo, la vedo! E’ proprio una testa! – […]”

Poi come se Essa non mi fosse accanto, ma lassù:
– Vedi a sinistra una testina di donna? Tutta di luce bianchissima?
Quanto somiglia a te, col pesante tesoro dei tuoi capelli biondi […]

Essi due si baciano! – E mi posi ad atteggiarle il viso”. Le misi la mano nella capigliatura opulente.

Zamboni F., Pandemonio,
Il bacio nella Luna, ricordi e bizzarrie, 1911
, pag. 58.

Sono passati esattamente 140 anni da quando il poeta triestino Filippo Zamboni ha scoperto il Bacio nella Luna!

E per celebrare questo anniversario, mi sono divertito a disegnare nella Luna una mia reinterpretazione di quel bacio!

Seppure le LABBRA dei due amanti non si toccano come accade nell’immagine originale, le variazioni e gli ulteriori dettagli aggiunti portano ad identificare Luno e Luna, come li chiamava lo scopritore, proprio con i coniugi Zamboni: ECCOLI nei pressi della ringhiera verde che si affaccia sul Golfo di NAPOLI ed ECCO la mano di lui accarezzare il viso di lei … proprio come accadeva quella sera nella terrazza panoramica della Villa di Capodimonte, quando guardando la LUNA PIENA sorgere “come un trionfo” nei pressi del VESUVIO, scolpirono un dolcissimo Bacio nella Luna!

Le differenze nascono soprattutto dal fatto che Zamboni rintraccia il Bacio dall’osservazione della Luna vista a OCCHIO nudo; io invece sono partito da una foto della Luna vista al telescopio, dove i dettagli percepibili sono maggiori e diversi.

Quello che per lo Zamboni rappresentava l’aureola che contornava il capo di lei, assieme al Mare Frigoris diventa ora il Golfo di Napoli con il Vesuvio all’orizzonte; il cratere Copernico e la ..del cratere Keplero, diventano rispettiamente l’orecchino destro di lei e la mano sinistra nei suoi capelli; ed infine il Mare Ibrium che per Zamboni rappresentava l’esergo, cioè lo spazio fuori dal disegno di una moneta solitamente riempito con vari ornamenti, diventa ora la Luna Piena di quella sera:

la sua LUCE sembra riflettersi sul mare partenopeo, rappresentato dai Montes Secchi, ed illuminare le loro teste proprio COME ora sembra che sulla LUNA siano impressi i VOLTI dei due scopritori.

Nell’inverno precedente alla loro venuta a Napoli Zamboni annotava in un diario:

“Io le contava il sogno di essere a Napoli, insieme in riva al mare. Poi sulla Luna ove noi ci baceremo anche lassù!”

Pandemonio, pag. 62.

Il BACIO nella LUNA dello Zamboni, con questi dettagli sembra ora ancora più SUO!

“Provando e riprovando baleneranno le immagini dei due inseparabili: subito l’incanto può sparire, ma ciò basterà per farci esclamare: Eppure ci sono!”

Cieli colorati!!!

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