Un bellissimo modo per festeggiare i 200 anni dell’Osservatorio Astronomico di Napoli!

Al IX AstroUAN_Meeting dell’Unione Astrofili Napoletani rivolto a tutti gli appassionati di astronomia della Campania e svoltosi presso l’Osservatorio Astronomico di Napoli, ho potuto raccontare come la semplice osservazione visuale di due puntini (due asteroidi) si sia trasformata pian piano in un bellissimo modo per festeggiare i 200 anni della Specola Partenopea!

Tutto è cominciato nella notte dell’8 agosto 2012, quando un po’ per noia, decisi di osservare due asteroidi allora facilmente visibili tra l’Aquario e il Capricorno, chiamati Hygiea e Parthenope.

Con l’aiuto di alcune mappe, puntata la zona di cielo in cui dovevano essere, mi accorsi però che nessuno dei due puntini “in più” previsti era presente, probabilmente perché il software che utilizzavo non era affatto preciso come speravo!

Non conoscendo allora altri modi per avere indicazioni precise sulla loro posizione, non mi rimaneva che provare a trovarli visualmente ricercandoli nei pressi delle zona puntate. E così avvenne: in pochi minuti riuscii facilmente a rintracciare entrambi ad una distanza di circa un grado dal punto in cui il software diceva che fossero!


Posizione reale dei due asteroidi

Segnata allora loro posizione su una mappa celeste, non rimaneva che riosservarli il giorno successivo così da poter notare lo spostamento rispetto alle stelle fisse che avrebbe rivelato la loro natura asteroidale! E così avvenne: i due astri si erano spostati!

Mappe di quelle sere

La sorpresa divenne ancora maggiore quando andando a leggere qualche notizia su di essi, venni a sapere che si trattava di 2 dei 10 SASSI scoperti dall’astronomo abruzzese Annibale de Gasparis proprio dalla Specola napoletana, luogo che oramai frequentavo da qualche mese!

Questo particolare attirò fortemente la mia curiosità portandomi in quello che era l’anno del bicentenario della fondazione dell’Osservatorio Astronomico di Napoli, a decidere di intraprendere la Maratona de Gasparis, cioè l’osservazione sistematica di tutti e dieci gli asteroidi napoletani proprio dalla città della scoperta!

Conclusa insieme agli altri soci UAN Andrea e Valeria

Solo successivamente ho preso consapevolezza che

1. confrontare le mappe celesti con il cielo stellato; 2. rintracciare il puntino in più tra le stelle; 3. l’attesa di una notte e 4. lo “stupore” di notare un movimento nella volta celeste,

si potevano in qualche modo paragonare alle modalità usate e all’emozione provata da chi vide quegli astri per la prima volta!

Era proprio in questo modo infatti che in quegli anni si scoprivano i pianeti!

Intanto la Maratona non mi era bastata! Avevo deciso infatti di fare un approfondimento storico sulla corrispondenza dell’astronomo scopritore, così da ricostruire al meglio le circostanze delle scoperte e la risonanza che ebbero nella città di Napoli.

In pochi anni quella che era solamente una piccola curiosità si è tramutata in una vera e propria Ricerca Storica che mi ha portato a cercare primariamente nell’Archivio dell’Osservatorio napoletano e successivamente nei cataloghi online di numerosi Archivi Storici Italiani ed Europei, l’eventuale presenza di manoscritti del de Gasparis!

I primi frutti di questa ricerca furono presentati dopo poche settimane al II AstroUAN_Meeting, con una presentazione intitolata: “In trasferta con de Gasparis“!

Con l’arrivo del 2019 invece, la ricerca è decisamente “esplosa”! Era l’anno del bicentenario della nascita di Annibale de Gasparis, il bicentenario della prima osservazione astronomica avvenuta nell’Osservatorio Astronomico di Napoli ed infine il 170esimo anno dalla scoperta del primo pianeta napoletano!

Ed allora, in collaborazione con Mauro Gargano dell’INAF, la semplice lettura della corrispondenza di quest’uomo si è trasformata in pochi mesi in un archivio virtuale, contenente un totale di circa 480 lettere indirizzate ad oltre 120 corrispondenti diversi e sparse in oltre 40 fondi archivistici italiani ed europei!

Se lo studio di queste lettere ci ha permesso di ricostruire le sue relazioni, i suoi interessi e alcuni aspetti sulla sua personalità, la lettura del Giornale del Regno delle Due Sicilie e di altri giornaletti umoristici dell’epoca ci ha fatto letteralmente tornare indietro nel tempo perché ci hanno permesso di gustare l’atmosfera che si respirava nella capitale borbonica negli anni delle grandi scoperte astronomiche!

Le numerose citazioni trovate nel giornaletto umoristico Il Palazzo di Cristallo del 1856 dimostrano ad esempio come l’immagine di “Annibale de Gasparis scopritore di pianeti” assieme a quella del suo “terribile cannocchiale” fosse diventata a Napoli popolarmente stereotipata:

Ciò non deve sorprenderci se consideriamo che 8 delle sue scoperte avvennero tutte tra il 1849 e il 1853: con esse egli non solo riuscì a realizzare una Parthenope nel cielo, ma arrivò a fare del cielo di Napoli “il Giardino prediletto delle asterroidi“, come piacque definirlo a Giuseppe Bianchi nel 1851 Direttore dell’Osservatorio di Modena al momento della sola quarta scoperta asteroidale!

Il 2019 è stato anche l’anno della condivisione dei risultati di questa ricerca:

al VI Meeting dei Corpi Minori dell’UAI ad esempio svoltosi proprio all’Osservatorio di Capodimonte, con la presentazione intitolata “Una Parthenope nel cielo“, ho ripercorso le tappe che portarono alla scoperta dell’asteroide dedicato proprio alla città di Napoli e dove ho avuto l’onore di proiettare per la prima volta le immagini di alcuni manoscritti del de Gasparis proprio dallo stesso luogo della scoperta e dallo stesso luogo in cui furono scritti!

Successivamente, in collaborazione con Mauro Gargano la ricerca è stata presentata in modo più completo e generale al XXXIX convegno della Societa’ Italiana degli Storici della Fisica e dell’Astronomia, tenutosi presso il Dipartimento di Fisica “Enrico Fermi” dell’Universita’ di Pisa, con un talk intitolato: “Un Archivio virtuale della corrispondenza di Annibale de Gasparis“!

Ancora nel 2019 ho avuto l’onore di scrivere un articolo per il blog della Royal Society intitolato “A Parthenope in the Sky“, questa volta andando alla ricerca di questo nome all’interno della corrispondenza del 1849 di John Herschel: fu lui infatti che lo propose a de Gasparis già al momento della prima scoperta napoletana;

e l’onore di partecipare all’Annibale de Gasparis Workshop dove, sempre insieme a Mauro Gargano, quello che era un “semplice” Archivio Virtuale è finalmente diventato un Archivio Digitale:

da quel giorno infatti su “Polvere di Stelle“, il portale degli Archivi Astronomici dell’INAF, è presente una pagina dedicata all’albero della corrispondenza di Annibale de Gasparis, dove è sintetizzato il contenuto di ognuna delle 480 lettere trovate, accompagnato dove possibile, dall’immagine del manoscritto!

Per sette anni la Specola di Napoli ha festeggiato i suoi 200 anni, ed in questi sette anni l’osservazione di quei due puntini nel cielo nel 2012 si è sviluppata in un bellissimo modo per celebrare questo lungo compleanno!

Giunti oramai alla loro conclusione il racconto di questi fatti al IX AstroUAN_Meeting è diventato un modo per riportare questa storia alla loro attenzione perché conoscendola possano dedicare parte delle loro attività alla memoria di questi 10 asteroidi che già agli astronomi dell’800 piaceva definire “pianeti napoletani”!

Sassi che ultimamente sono anche al centro delle cronache: Psyche infatti, l’asteroide 16esimo, sarà presto visitato da una sonda della NASA in quanto le nuove ricerche lo classificano come il nucleo di un ex-pianeta e ad oggi unico mondo totalmente fatto di metallo;

Hygiea invece, primo asteroide napoletano, come dimostrano le recentissime immagini dell’ESO per la forma quasi perfettamente sferica e per la mancanza di grossi crateri da impatto, sembra quasi diventare il più piccolo tra i Pianeti Nani del Sistema Solare!

I 7 anni del bicentenario dell’OAC sono conclusi, ma non la mia ricerca! Ora mi dedico infatti ai 4 anni consecutivi del 170esimo delle scoperte, nella speranza che la lettura commentata di tutti gli articoli apparsi all’epoca sul Giornale Borbonico delle due Sicilie, impreziositi dalla presenza di alcune immagini dei manoscritti originali del de Gasparis, possano rispolverare ancora di più lo stupore di quei giorni in cui il cielo di Napoli, per opera di Annibale de Gasparis sembrava essere diventato il Giardino prediletto delle Asterroidi!

Si ringraziano:

Edgardo Filippone
Valentina Flagiello
Nancy De Falco
Armando Lencioni

Cieli colorati!!!

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